Dal 28 aprile al 5 maggio 2019 una delegazione scalabriniana si è recata in Etiopia
su invito dell’arcieparca di Addis Abeba, il cardinale Berhaneyesus Souraphiel. Scopo della visita: valutare la possibilità di avviare nella diocesi una missione scalabriniana, per favorire un’attenzione pastorale e sociale verso migranti e rifugiati.

Tra aprile e maggio 2019 si svolto in Etiopia il viaggio di una delegazione composta dai padri Chiarello, Lazzarato e De Salvia insieme a monsignor Tomasi. Insieme a loro nella foto, il cardinale Berhaneyesus SouraphielA comporre la delegazione erano padre Leonir Chiarello (superiore generale della congregazione scalabriniana), padre Mauro Lazzarato (superiore dei missionari di Europa e Africa), padre Michele De Salvia (economo regionale) e monsignor Silvano Tomasi, in passato nunzio apostolico proprio in quelle terre.

L’importanza delle migrazioni per l’Etiopia

Il progressivo aumento di rifugiati (un milione e mezzo), immigranti (un milione e duecento mila), sfollati interni (più di tre milioni), emigranti (un milione, la maggioranza dei quali nei paesi arabi e del golfo) e deportati (specialmente dal Medio Oriente e paesi arabi) fa dell’Etiopia un paese in cui l’emigrazione assume un’importanza rilevante.

I campi dei rifugiati si concentrano soprattutto vicino ai confini (con Eritrea, Sud Sudan, Somalia). Molti rifugiati arrivano anche nella capitale, dove accorrono in tanti anche dalle zone interne e povere del paese.

A destare molta preoccupazione sono le condizioni dei migranti di ritorno, soprattutto donne, che vengono espulsi e deportati dai paese del Golfo. Si tratta spesso di persone che tornano dopo aver subito violenze e che fanno fatica a reintegrarsi nel proprio paese e nelle famiglie di provenienza. Da ultimo, un fenomeno molto diffuso è quello dei bambini di strada: sono circa 50/60 mila in città, un numero davvero impressionante.

Tra aprile e maggio 2019 una delegazione composta dai padri Chiarello, Lazzarato e De Salvia insieme a monsignor Tomasi si è recata ad Addis Abeba, sede di importanti organizzazioni internazionali del settore migratorioAddis Abeba, un cantiere aperto

La visita dei missionari scalabriniani è stata un’occasione per incontrare alcune delle tante congregazioni religiose che operano nel territorio, e per entrare in contatto con le autorità ecclesiali, cattoliche e ortodosse. Negli stessi giorni si è infatti svolta anche la prima conferenza ecumenica tra Chiesa cattolica e Chiesa ortodossa, un’opportunità unica per conoscere la storia dell’Etiopia, che ha un ruolo non secondario nel panorama del continente africano.

Nella città di Addis Abeba hanno sede l’Unione Africana (UA), la Commissione Economica per l’Africa delle Nazioni Unite (UNECA) e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM): realtà presso cui il lavoro di advocacy è altrettanto necessario per poter influire sulla vita dei tanti migranti e rifugiati.

La città di Addis Abeba, con una miriade di edifici in costruzione, è letteralmente un cantiere aperto. Si vedrà se la congregazione scalabriniana avrà un futuro anche in questo paese.

Il Consiglio della Regione Beato Giovanni Battista Scalabrini

 

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