Dopo il musical “Frontiere”, a Berna arriva “Babylon”Portato in scena da ScalaMusic per la prima volta nel 2015, il musical Frontiere offriva già nel titolo un chiaro messaggio: un invito a superare le barriere, i pregiudizi e la paura dell’altro. Il mosaico di immagini, musiche, canzoni, teatro e coreografie ha sorpreso gli stessi attori, coinvolgendoli in sette diverse storie di emigrazione, nelle drammatiche vicende di uomini e donne accomunati dall’esperienza del limite, della discriminazione, della mancanza di alternative, della disperazione… in breve, della frontiera, geografica, politica e psicologica.

Cross Borders a Berna

Il musical Babylon, presentato nel 2018, è invece il frutto di una collaborazione di due anni tra la Missione Cattolica Italiana e l’Ufficio di Pastorale Giovanile del decanato di Berna, in Svizzera. Un percorso formativo e artistico, chiamato Cross Borders (a breve disponibile anche in Italia grazie alle Edizioni Paoline, ndr), ha guidato dapprima i giovani nello studio dell’interculturalità, poi alla realizzazione del musical vero e proprio.

I destinatari ideali? I giovani e i rifugiati delle varie comunità linguistiche presenti sul territorio. Il materiale formativo, tradotto in tedesco e diffuso tra gli operatori pastorali, e la promozione dei laboratori ad ampio raggio hanno ricevuto grande accoglienza soprattutto tra i giovani rifugiati presenti nei centri di accoglienza. Venti di loro si sono resi disponibili a mettere in scena il musical.

Dopo il musical “Frontiere”, a Berna arriva “Babylon”Varcare la frontiera

Babylon è uno spettacolo nato spontaneamente dal laboratorio teatrale, lasciando che i giovani raccogliessero e unissero tra loro i pezzi delle storie che volevano raccontare. Essendo uno degli autori del musical originale, ho dovuto varcare la frontiera in prima persona, assistendo all’evolversi dell’idea originale e accettandone il cambiamento. Vedere i giovani che reinterpretavano il concetto di confine è stata una sorpresa.

La storia, che ha come idea portante il viaggio in aereo di compagni di varie nazionalità, culture e religioni, vede questi passeggeri affrontare un incidente dal quale escono tutti illesi e accomunati dal desiderio di cooperare affinché il lieto fine di un ritorno a casa sia possibile per tutti. E ciò avverrà, superando i confini visibili e invisibili che ognuno porta in sé. Una metafora della società multiculturale attuale, alla quale i giovani attori dicono che non ci si salva da soli, perché siamo tutti interconnessi.

Padre Antonio Grasso

 

Il sito della Missione Cattolica Italiana a Berna

Il sito di ScalaMusic

 

f f
Cookies make it easier for us to provide you with our services. With the usage of our services you permit us to use cookies.