Tragedia Canale di Sicilia - Le parole del superiore generale, padre Alessandro GazzolaNella notte tra l’8 e il 9 febbraio 2015 oltre trecento migranti sono morti nel naufragio di tre gommoni al largo di Lampedusa. «L’ultima ed ennesima tragedia del mare avvenuta nel Canale di Sicilia, che si aggrava di ora in ora - ha dichiarato in un comunicato padre Alessandro Gazzola, superiore generale della congregazione scalabrinianamostra impietosamente come l’Europa, fortezza sempre più sgretolata, da un lato si faccia paladina di diritti umani fondamentali, quindi anche nei confronti di migranti e rifugiati, ma dall’altro lato non contribuisca efficacemente all’apertura di canali legali di migrazione, così come varie voci gridano ormai da troppo tempo».

L'appello scalabriniano: una politica europa unica anche sul tema migratorio

Il comunicato, richiamando le parole di papa Francesco, descrive chiaramente l'urgenza che spinge i migranti a intraprendere viaggi rischiosissimi e, come in questo caso, mortali. «Chi vive ai margini, nelle periferie (...) non rimane più a guardare la propria vita dissolversi tra soprusi e violazioni continue e compie scelte disperate ma rischia anche l’impossibile pur di vivere, anzi di sopravvivere, visto che l’alternativa è troppo spesso la morte». 

Per questo i missionari scalabriniani chiedono con rinnovata insistenza una definitiva presa di posizione dei governi dell’Unione Europea, con l'obiettivo di un cambio epocale nella gestione dell'immigrazione in grado di consentire una politica unica anche per quanto concerne il sistema di accoglienza e il riconoscimento dello status di rifugiato.

Leggi il comunicato

 

 
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