Alla campagna di solidarietà avviata lo scorso marzo da ASCS si affianca ora la riflessione su pandemia e migrazioni. Ecco la prima ricerca intercontinentale, guidata dalla Fondazione CSER

“#UnaSolaCasa”, il report - La copertina del documento dei centri studio scalabrinianiSi intitola #UnaSolaCasa. L’umanità alla prova del Covid-19 l’International Migration Report pubblicato dalla Fondazione Centro Studi Emigrazione di Roma - CSER in collaborazione con gli altri Scalabrini Migration Study Centers in Europa e Africa e la rete degli organismi scalabriniani di solidarietà attivi nella regione (Scalabrini International Migration Network – SIMN).

Il testo, curato da padre Lorenzo Prencipe (presidente CSER) e Matteo Sanfilippo (direttore dell’Istituto Storico Scalabriniano – ISS) è il frutto di una ricerca intercontinentale su pandemia e migrazioni che testimonia le iniziative del network scalabriniano e delle organizzazioni cattoliche in aiuto delle fasce più deboli delle popolazioni (locali e migranti).

Più di 14mila persone aiutate

Punto di partenza, #UnaSolaCasa, la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi avviata a marzo 2020 dall’Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo (ASCS) per sostenere durante la pandemia il prossimo (in particolare migrante e rifugiato) sofferente a causa dell’indifferenza o della marginalizzazione e bisognoso di accoglienza, protezione, promozione e integrazione.

I circa 80mila euro raccolti fino a luglio hanno permesso di raggiungere e sostenere in Italia, Europa e Africa oltre 14mila persone, molte delle quali migranti e cioè appartenenti alle frange che stanno pagando il prezzo più alto della crisi.

Una riflessione solidale

Accanto all’azione sociale della campagna, che continua tuttora, si è andata gradualmente definendo una riflessione solidale che trova in questo documento una significativa espressione. I contributi al suo interno rilevano anzitutto che la pandemia è giunta «in un contesto nel quale i flussi migratori erano già ostacolati, il diritto di asilo messo in dubbio e il problema di molte società, non solo occidentali, era come escludere e allontanare chi era appena giunto in un porto che sperava, erroneamente, sicuro» (Sanfilippo).

Fenomeni di sfruttamento, isolamento e simili sono stati resi più aspri e più forte si è fatta la tendenza alla chiusura da parte di un continente che sembra aprire le sue porte solo quando ne intravede vantaggi economici.

Le ricerche

All’interno del report, subito seguito da un fascicolo della rivista Studi Emigrazione, la sintesi su scala planetaria dei rapporti tra covid-19 e migrazioni condotta da padre Prencipe introduce i contributi, tra gli altri, di Carola Perillo, padre Filippo Ferraro e James Chapman, Matteo Sanfilippo.

Nel suo Migranti e Covid in Italia: le sfide della welfare society, la nostra risposta: #UnaSolaCasa (p. 91), Carola Perillo (responsabile progetti della Fondazione CSER) analizza gli interventi dell’associazionismo in favore delle persone vulnerabili durante la pandemia. Contando su budget contenuti provenienti da fondi essenzialmente da privati, tali iniziative (tra cui quelle del network scalabriniano nell’accompagnare e supportare migranti e rifugiati) sono state particolarmente rapide ed efficaci rispetto ai vuoti di governance pubblica, rappresentando una valida risposta di welfare community che non solo ha saputo reagire all’emergenza, ma anche proposto un nuovo modello di azione sociale.

In The impact of Covid-19 in people on the move in, to and from Africa (p. 115) padre Filippo Ferraro (direttore dello Scalabrini Institute For Human Mobility In Africa – SIHMA) e James Chapman (project manager SIHMA) considerano l’impatto della pandemia sulla mobilità interna al continente africano e su coloro che da esso partono o in esso arrivano, illustrando come le iniziative scalabriniane abbiano dovuto adattarsi al nuovo quadro di emergenza.

Matteo Sanfilippo (direttore ISS) con Il Covid in Canada: la situazione dei migranti (p. 261) mostra che lo stato americano è stato uno dei paesi che hanno reagito con maggiore rapidità alla pandemia. Benché non si sia riusciti a evitare che fossero le minoranze più esposte a pagare il prezzo più alto, in Canada la discussione sulla diffusione del coronavirus e le sue conseguenze non sono state polarizzate politicamente come quella negli USA o in Europa, ma sia stata piuttosto accompagnata da una più grande attenzione alle conseguenze sociali della congiuntura pandemica.

Per approfondire

Nell’ultimo anno caratterizzato dall’emergenza e dalla diffusione globale del coronavirus abbiamo più volte raccontato l’impegno degli scalabriniani di tutto il mondo in supporto a migranti, rifugiati (e non solo) sui quali si è abbattuta con più forza la pandemia generando povertà e aumentando discriminazioni.

La prima ondata della pandemia in Europa e Africa è stataraccontata dalle missioni scalabriniane nella serie In tempo di pandemia, pubblicata nei numeri di maggio-giugno e luglio-agosto 2020 della rivista Scalabriniani (ecco ad esempio i racconti da Johannesburg, da Lisbona e Roma, da Lussemburgo e Inghilterra, da Parigi e Francoforte). Sono poi stati pubblicati alcuni testi e riflessioni, che hanno raccontato il momento attuale e l’intensa attività scalabriniana per rispondere alle sfide migratorie (come Actuación scalabriniana en la pandemia covid 19 en Sudamérica).

Il report #UnaSolaCasa. L’umanità alla prova del covid-19

 

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