Uno studio pubblicato sull’ultimo numero dell’African Human Mobility Review indaga sul rapporto tra migrazione e sintomi depressivi in Sudafrica

I rischi per la salute mentale di chi migraIndipendentemente dal fatto che si tratti di mobilità interna o internazionale, il processo di migrazione è complesso e produce un notevole stress. Migrare significa sperimentare cambiamento, inadeguatezza, discriminazione ed emarginazione sociale.

Una scarsa attenzione al fenomeno

Un radicale mutamento sociale e culturale che ha molte implicazioni e spesso effetti negativi per la salute mentale, contribuendo ulteriormente alla disparità di salute e disuguaglianze sanitarie tra i migranti e i locali. Il rapporto tra migrazione e salute mentale è stato oggetto di ampie ricerche in molti paesi, ma tra questi non vi è il Sudafrica, in cui l’attenzione alla relazione tra le due variabili è stata finora piuttosto scarsa.

Un contributo a colmare la lacuna viene dall’articolo Differences in Mental Health among Migrants and Non-migrants in South Africa pubblicato nel numero di settembre-dicembre 2020 dell’African Human Mobility Review, la rivista dello Scalabrini Institute for Human Mobility in Africa (SIHMA).

Un maggior rischio di disturbi mentali

Il lavoro di Hemish Govera e Amiena Bayat, ricercatori della University of the Western Cape, ha l’obiettivo di capire se in Sudafrica i sintomi depressivi siano maggiormente diffusi tra i migranti o tra i non migranti, indagando anche sull'associazione dello stato di migrazione con un'ampia serie di variabili sociodemografiche.

Si tratta di un punto fondamentale per gli sforzi di prevenzione della salute pubblica. Il risultato è una significativa associazione tra un basso stato sociodemografico e il rischio di disturbi della salute mentale; inoltre, vivere nel Western Cape comporta un rischio maggiore, soprattutto tra le persone di colore, e per gli uomini più che per le donne.

«Le strategie che hanno un impatto sulla migrazione, come l’occupazione locale, l’alloggio e la pianificazione urbana possono avere importanti risultati di salute mentale a livello di popolazione – si legge nell’articolo – Pertanto, è necessario affrontare la deprivazione materiale e la disoccupazione per ridurre la migrazione, che dovrebbe avere un impatto positivo sulla salute mentale».

L’impegno dell’African Human Mobility Review

Di queste e altre questioni si occupa l’ultimo numero dell’African Human Mobility Review, nata per incoraggiare e facilitare lo studio di tutti gli aspetti della mobilità umana in Africa (socio-economici, politici, legislativi e di sviluppo).

Attraverso la pubblicazione di ricerche originali l’AHMR offre un forum globale dedicato all’analisi delle tendenze contemporanee, ai modelli di migrazionee ad alcune delle più importanti questioni connesse alla migrazione.

Il numero di settembre-dicembre 2020 dell’African Human Mobility Review

Il sito dello Scalabrini Institute for Human Mobility in Africa (SIHMA)

 

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