150 Anni fa il beato fondatore veniva nominato parroco di San Bartolomeo, oggi parte della Comunità Pastorale che aveva tra i suoi collaboratori don Roberto, il sacerdote ucciso il 15 settembre 2020. A ricordare le due figure, una Messa del vescovo Cantoni insieme al generale e al superiore regionale degli scalabriniani

A Como per Scalabrini e MalgesiniLo scorso 12 maggio ricorreva il 150° anniversario della nomina del beato Giovanni Battista Scalabrini a parroco della chiesa di San Bartolomeo in Como. Per l’occasione, domenica 20 settembre 2020 il vescovo di Como, monsignor Oscar Cantoni, ha presieduto nella stessa chiesa una messa concelebrata da padre Leonir Chiarello, superiore generale scalabriniano, e padre Mauro Lazzarato, superiore regionale degli scalabriniani di Europa e Africa.

Giorni di dolore e meraviglia

Insieme alla parrocchia di San Rocco, la parrocchia di San Bartolomeo è parte della Comunità Pastorale Beato Scalabrini che aveva tra i suoi collaboratori don Roberto Malgesini, il sacerdote che il 15 settembre 2020 «è stato ucciso da una persona bisognosa che lui stesso aiutava», come ha ricordato papa Francesco.

«Sono giorni di profondo dolore – ha dichiarato il vescovo Cantoni ma allo stesso di tempo di meraviglia nel vedere le grandi opere d’amore che il Signore ha compiuto e sta compiendo attraverso il ministero umile e silenzioso di questo nostro fratello, che non si stancava di ripetere che i poveri, gli ultimi e i feriti dalla vita sono la “vera carne di Cristo!”».

Posso ben lodarmi dei miei parrocchiani

Al saluto di monsignor Cantoni, padre Chiarello ha risposto citando le parole dello stesso Scalabrini: «Dov’è il popolo che lavora e che soffre, ivi è la Chiesa, poiché la Chiesa è la madre, l’amica, la protettrice del popolo».

Giovanni Battista Scalabrini era stato ordinato sacerdote il 30 maggio 1863, prima di compiere 24 anni. A lui che sognava di diventare missionario, il vescovo aveva detto: “Le vostre Indie sono l’Italia”, chiamandolo poi al ruolo di vice-rettore del seminario di Sant’Abbondio. La nomina a Priore di San Bartolomeo, allora parrocchia della periferia industriale di Como, arrivò appunto il 12 maggio 1870.

A Como per Scalabrini e MalgesiniAl fratello Pietro scriveva: «Qui mi occupo molto, eppure il lavoro mi va a sangue perché di bene ne posso far molto e la mia voce è ben sentita… In complesso posso ben lodarmi dei miei parrocchiani». Fu proprio vedendo partire molti parrocchiani che la vocazione di cura delle anime del beato iniziò a precisarsi in quella paternità per i migranti per la quale la Chiesa lo ricorda.

Come un pastore in mezzo al suo gregge

«È nella sua parrocchia che Scalabrini sembra realizzare le sue più profonde aspirazioni sacerdotali – ha dichiarato padre Lazzarato pur non smettendo di studiare e di tenersi aggiornato Giovanni Battista è sempre presente là dove c’è un povero o un ammalato: come un pastore in mezzo al suo gregge, così Scalabrini si prende cura dei suoi parrocchiani uno ad uno».

E ancora: «I recenti e tragici fatti occorsi nella città di Como, con la morte violenta del giovane sacerdote don Roberto Malgesini “martire della carità e della misericordia” per il suo servizio verso gli ultimi nel territorio della Comunità Pastorale beato Scalabrini sembrano legare ed unite idealmente questa ricorrenza (...) ancor di più al beato Fondatore e rendere sempre più attuale e “pro-vocante” la sua figura di uomo, di sacerdote, di vescovo, di "padre dei migranti”».

 

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