Il 30 novembre 2019 è stato inaugurato il nuovo Museo Emigrazione Scalabrini. Ecco la locandina del MESSabato 30 novembre 2019 è stato inaugurato a Piacenza il nuovo Museo dell’Emigrazione Giovanni Battista Scalabrini, o più semplicemente Museo Emigrazione Scalabrini (abbreviato MES). Si tratta di un percorso multimediale composto da quattro sale che documentano in vario modo la storia dell’emigrazione italiana dal 1876 ad oggi, in particolare quella piacentina ed emiliano-romagnola.

Il MES si trova nella Casa Madre dei missionari scalabriniani (vi si accede dal chiostro) e va ad aggiungersi al Museo Scalabrini, che se ne differenzia perché raccoglie per lo più donazioni fatte al beato vescovo e fondatore della congregazione scalabriniana in occasione del suo giubileo episcopale, nel 1901.

Monsignor Ambrosio: “Siamo chiamati a costruire insieme dei ponti

Alla presentazione del 30 novembre è intervenuto anche monsignor Gianni Ambrosio, vescovo della diocesi di Piacenza-Bobbio. «Oggi più che mai siamo chiamati a costruire insieme dei ponti, continuando la missione che stava così tanto a cuore a monsignor Scalabrini» ha dichiarato il vescovo, che ha anche tagliato il nastro inaugurando ufficialmente il MES.

Tra gli ospiti dell'inaugurazione del MES anche monsignor Ambrosio, vescovo di Piacenza-Bobbio. Eccolo durante il taglio del nastro«Credo che questo museo possa aiutarci ad aprire mente e cuore affinché si lavori nella giusta direzione per dare vita a collegamenti e a luoghi di interscambio: mi auguro che anche papa Francesco, così attento sul tema, possa venire in futuro a visitare questo luogo» (Federico Tanzi, Costruire ponti nel solco di Scalabrini, ilnuovogiornale.it, 2 dicembre 2019).

Un racconto emozionale

Nel museo il visitatore ripercorre le fasi dell’esperienza migratoria, dalla partenza fino alle difficoltà incontrate a inserirsi in un paese straniero, grazie a un racconto emozionale fatto di immagini, video e suoni ideato e realizzato da Twin Studio, che ha creato il marchio del MES ispirandosi ai timbro del visto rilasciato sui passaporti. Il MES è promosso dagli scalabriniani (coinvolta anche con la Fondazione Centro Studi Emigrazione di Roma – CSER) con il contributo di Fondazione Migrantes e Fondazione di Piacenza e Vigevano.

Tra gli ospiti dell'inaugurazione del MES anche monsignor Ambrosio, vescovo di Piacenza-BobbioTra gli ospiti dell’evento, moderato da padre Gaetano Parolin, missionario scalabriniano e tra gli ideatori dell’iniziativa, anche padre Gianni Borin (vicario generale della congregazione scalabriniana), Massimo Toscani (presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano), Manuel Ferrari (architetto responsabile dell’Ufficio Beni Culturali della diocesi e curatore dell’allestimento, che ha sottolineato il ruolo del museo come narratore immersivo del fenomeno migratorio per i giovaniElena Pedrazzini (direttrice di Twin Studio Milano) e padre Lorenzo Prencipe (presidente CSER).

Padre Prencipe: “Un’opportunità di rileggere il grande viaggio emigratorio italiano

«Si tratta di un’opportunità, per i visitatori, soprattutto giovani studenti, di rileggere il grande viaggio emigratorio italiano che in oltre 150 anni ha portato quasi 30 milioni di connazionali sulle strade del mondo ha detto padre Prencipe nel suo intervento – migranti economici certo, ma anche esuli politici nel periodo fascista di riappropriarsi della memoria per poter far camminare insieme: passato, presente e futuro...

Le sale del MES ricostruiscono il viaggio degli emigrati dalla partenza all'arrivo nel paese straniero. Ecco due valigie custodite in una delle sale © Twin Studio 2019

© Twin Studio 2019

 

Se questi esempi, articolati nel percorso museale multimediale offerti dal MES, saranno utili a svelenire l’attuale clima con cui si parla e si considera i migranti, è probabile che anche il nostro presente e il nostro futuro migratorio possano diventare “tempi” di positiva convivenza tra persone di diverse origini e tradizioni, nel rispetto e riconoscimento reciproco».

Le quattro sale del MES

Il percorso inizia con la sala circolare che raccoglie i documenti d’archivio della Casa Madre, e che offre la ricostruzione di una stanza delle case rurali tipiche del piacentino. Si passa poi a conoscere la nave Giulio Cesare, il transatlantico tra i più veloci del suo tempo, di cui è visibile un modello in grande scala e la ricostruzione di un angolo della terza classe.

Le sale del MES ricostruiscono il viaggio degli emigrati dalla partenza all'arrivo nel paese straniero. Ecco un angolo di terza classe della nave Giulio Cesare © Twin Studio 2019

© Twin Studio 2019

 

La sezione Gli italiani nel mondo e la visione di Scalabrini segna il passaggio alla terza sala, interamente dedicata al Fondatore della congregazione scalabriniana, dove un ologramma del beato vescovo racconta la sua visione del fenomeno migratorio. Ultima sala, quella dedicata alle migrazioni di oggi e agli immigrati giunti a Piacenza negli ultimi venti anni.

Padre Gabriele Beltrami, direttore dell’Ufficio Comunicazione Scalabriniani (UCoS), ha realizzato un video di presentazione del percorso offerto dalle quattro sale del MES.

Orari e altre info

Inizialmente il museo, che si trova in via Francesco Torta 14, resterà aperto solo il sabato e le domenica, dalle 15,00 alle 18,00. A partire dalla metà di marzo 2020 sarà invece possibile visitarlo anche negli altri giorni ma solo su prenotazione. Il museo si trova nella casa madre dei Missionari Scalabriniani, a Piacenza.

Per info e prenotazioni: 0523.348611Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Anteprima del MES – Il video dell’UCoS

Il trailer realizzato per il MES da Twin Studio

Il testo dell'intervento di padre Lorenzo Prencipe, presidente CSER

 

 

f f
Utilizziamo i Cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizza il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che ha fornito loro o che hanno raccolto dal suo utilizzo dei loro servizi. Per continua ad utilizzare il nostro sito web acconsenti ai nostri Cookie.