La regola d’oro delle religioni e il suo contributo (positivo) alle politiche migratorie. Nell’ultimo numero dell’African Human Mobility Review uno studio sul ruolo dell’ideologia della reciprocità e dei suoi beneficiPer quanto orientato a una discussione multidisciplinare, il dibattito accademico sulle migrazioni sembra non tener mai sufficientemente conto della prospettiva religiosa, sebbene questa appaia quanto mai irrinunciabile dato che le persone migrano insieme al proprio credo e alle proprie convinzioni.

Anche se la maggior parte dei migranti abbandona il proprio paese a causa della povertà e del desiderio di una vita migliore, o vi è cacciata a motivo di conflitti e guerre, la migrazione non può essere compresa solo a partire dall’analisi dei bisogni economici. Occorre tener conto anche del sistema di valori culturali e religiosi di chi è in movimento, cioè della sua visione del mondo.

Trattare l’altro come se stesso

La religione ha infatti un ruolo fondamentale nella coltivazione di una ideologia della reciprocità responsabile ed equilibrata che, determinando un’interazione sociale positiva, basata su benefici reciproci, può condurre a una coesistenza pacifica tra nativi e migranti.

Lo studio Reciprocity and Migration: The Interface between Religions di Endale S. Mekonnen, ricercatore associato presso la Stellenbosch University, in Sudafrica, esamina proprio l’interazione tra reciprocità e migrazione da una prospettiva religiosa utilizzando l’analisi delle fonti primarie e secondarie e sottolineando il valore della Golden Rule condivisa, con diverse formulazioni, dalle principali religioni: trattare l’altro come si vorrebbe essere trattati.

Legame sociale e fiducia

Malgrado la diversità di lingua e provenienza, la regola d’oro (col suo monito che la preoccupazione per il bene di sé richiede la preoccupazione per il bene degli altri) obbliga al rapporto reciproco con un membro della comunità nonostante il paese di origine, legando positivamente tra loro i migranti e i nativi nei paesi di destinazione.

«La reciprocità è ideologica: è un sistema di scambio di benefici tangibili e intangibili basato sull’onore reciproco, sul dovere morale reciproco e sui valori condivisi. (…) Questo tipo di reciprocità produce legame sociale, fiducia, autostima, partecipazione, obbligo positivo e potere negoziale tra nativo e migranti sia a livello religioso che secolare».

L’impegno dell’African Human Mobility Review

Di queste e altre questioni si occupa l’ultimo numero African Human Mobility Review (AHMR), la rivista dello Scalabrini Institute for Human Mobility in Africa (SIHMA) nata per incoraggiare e facilitare lo studio di tutti gli aspetti della mobilità umana in Africa(socio-economici, politici, legislativi e di sviluppo).

Attraverso la pubblicazione di ricerche originali l’AHMR offre un forum globale dedicato all’analisi delle tendenze contemporanee, ai modelli di migrazione e ad alcune delle più importanti questioni connesse alla migrazione.

Leggi il numero di maggio-agosto 2018 dell’African Human Mobility Review

Il sito dello Scalabrini Institute for Human Mobility in Africa (SIHMA)

 

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