Sabato 16 giugno Casa Scalabrini 634 ha festeggiato il suo terzo compleanno. Tra gli ospiti anche monsignor GalantinoSabato 16 giugno 2018 Casa Scalabrini 634, la casa scalabriniana di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati a Roma, ha festeggiato il suo terzo compleanno. Tra gli ospiti della giornata anche monsignor Nunzio Galantino (segretario generale CEI), che ha presieduto la celebrazione della Messa nel giardino della struttura, e padre Gianni Borin (superioredei missionari scalabriniani di Europa e Africa). Riportiamo di seguito alcuni estratti dai loro discorsi, pronunciati rispettivamente durante l’omelia e al momento dei saluti finali (al termine dei quali lo scultore rifugiato Fasasi ha consegnato a monsignor Galantino la maglietta di Casa Scalabrini 634).

Monsignor Galantino: “Accogliere per costruire il Regno di Dio

«Oggi più che mai, realtà come questa [Casa Scalabrini 634, ndrdevono interiorizzare (…) questa dinamica, io direi questa spiritualità del granello di senapa. Essere convinti che c’è una grande potenzialità dentro quello che facciamoChe facciamo (...) perché è il Vangelo che ce lo chiede. Quando è così, sappiamo che c’è, questa grande potenzialità. E che è al servizio di questa grande potenzialità che noi ci mettiamo tutti quanti. E questa fiducia che noi sviluppiamo dentro di noi è una fiducia che non è una sorta di dismissione, non è un sentirci deresponsabilizzati. Avere fiducia nel Signore mette nelle nostre mani, mette nel nostro cuore i suoi stessi progetti. (…)

Perciò chiedo a tutti che queste nostre realtà si nutrano sempre di più di preghiera, di ascolto della Parola. È l’unica ancora di salvezza, è l’unica luce che ci può venire soprattutto in momenti nei quali tutto sembra remare contro. Proprio come succede ai tanti nostri fratelli e alle tante nostre sorelle che affrontano pericoli per vedere un po’ di luce, un po’ di progettualità positiva nella loro strada. (…)

Se veramente noi riuscissimo ad avere dentro di noi questa fiducia forte nel Signore, e d’altra parte anche questa voglia di metterci al suo servizio alla luce della Parola che lui ci dice, sicuramente guardate ci renderemmo conto – lasciatemelo dire – della stupidità fatua, della stupidità anti-evangelica di giudizi espressi nei confronti di uomini e donne che proprio perché hanno accolto la Parola di Dio, e proprio perché conservano la loro docilità allo Spirito, vivono nella libertà. (…)

perché il Regno di Dio è proprio questo: il mondo come Dio lo sogna. E allora compiere gesti di accoglienza, di fiducia data e ricevuta vuol dire far crescere veramente il Regno di Dio. L’augurio che faccio alla nostra Chiesa, alla Chiesa che è in Italia, in questo momento è proprio questo: vivere questa fiducia e anche questa passione generosa per il Vangelo, perché è di lì che nasce tutto il resto».

Padre Borin: “Lealtà è mettere chi soffre al primo posto

«L’atteggiamento di mettersi nei panni di quel fratello che rischia la vita per dare un futuro ai suoi figli” (Gaudete ex Exultate, 102), lo stiamo vedendo incarnato nella semplicità ma nell’impegno quotidiano tra queste mura [quelle di CS634, ndr] e fuori, oltre l’impegno di ogni giorno, attraverso la generosità e la quotidianità del credere e del vivere una strategia di comunione, una strategia che è un impegno, la costruzione di una dimensione di relazioni nuove (…) E allora tutti noi preghiamo e incoraggiamo questa costruzione di percorsi anche diplomatici, anche politici, soprattutto sociali.Ognuno faccia il suo dovere.

Ringraziamo Sua Eccellenza monsignor Galantino per quella sottolineatura a un impegno leale per chi soffre. Lealtà significa mettere chi soffre al primo posto, non usarlo per i propri interessi di sostegno politico, sociale. Noi vogliamo il bene, e solo unicamente il bene di ogni persona (…) nessuno può negare che ci siano problemi, nel mondo e nella nostra società, ma individuarne la causa e farne pagare le conseguenze ai più deboli, oltre che offendere la solidarietà, umilia l’intelligenza. (…)

E se qualcuno dice “Aiutiamoli a casa loro”, per i rifugiati possiamo dire “Questa è casa vostra”. Li stiamo aiutando qui e altrove. Parlo a nome dei confratelli scalabriniani e dei laici che sono in Europa e in Africa. Questa nostra Europa ha bisogno di un’iniezione di umanità e ha bisogno del Vangelo, che è un supplemento di verità per il destino, l’origine e la crescita di ogni uomo. (…)

Come può non crescere il bene che in questa casa viene seminato con coraggio e con fiducia?».

Cos’è Casa Scalabrini 634

Situataa  Roma in via Casilina 634, tra i quartieri di Tor Pignattara e Centocelle, Casa Scalabrini 634 è una strutturache offre a richiedenti asilo e rifugiati un percorso orientato al raggiungimento dell’autonomia e all’integrazione con lacomunità locale.

Inserita all’interno del programma dell’Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo (ASCS Onlus), è il centro operativo del programma Comunità Accogliente e Inclusiva (CAI) della congregazione scalabriniana.

Dall’inaugurazione nell’ottobre 2015, Casa Scalabrini 634 hadato vita a variprogetti di sensibilizzazione (Dialoghi), formazione (Campi Ri-Aperti e Taglia e cuci in tutte le lingue del mondo) e cittadinanza attiva (Ri-Diamo e Ri-Pensiamoci). Nel 2017 è nata anche una web radio: On the Move.

I video del Terzo compleanno di Casa Scalabrini 634

 

 

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