SIHMA Report: The African Approach to Regional Integration and MigrationUn nuovo studio pubblicato dallo Scalabrini Institute for Human Mobility in Africa (SIHMA) in collaborazione con la Hanns Seidel Foundation fa il punto della situazione sull’attuazione del trattato di Abuja del 1991, avente per obiettivi l’istituzione di un mercato comune africano e la rimozione degli ostacoli alla libera circolazione delle persone (FMP).

Liberare la circolazione degli individui nella regione sub-sahariana

SIHMA Report p. 31Gli autori del documento, intitolato The African Approach to Regional Integration and Migration, sono Sergio Carciotto, associate director del SIHMA, e Edmond Akwasi Agyeman, docente presso la University of Winneba. La loro ricerca, partendo dalla constatazione che nelle aree del commercio, dei beni e dei servizi l’integrazione sembra essersi sviluppata rapidamente, rileva come le quattro Comunità Economiche Regionali (REC) nella regione sub-sahariana non abbiano fatto altrettanti progressi per la libera circolazione degli individui a causa della mancanza della necessaria volontà politica.

Eppure quest’obiettivo è stato discusso in più di un’importante occasione (gli autori fanno riferimento alla conferenza degli intellettuali africani a Dakar nel 2004, a quella dei ministri africani a Tripoli nel 2005). Anche l’Agenda 2063, adottata dall’Unione Africana (UA) nel 2015, pone l’attuazione di un regime senza vistie la progressiva abolizione delle frontiere tra le aspirazioni continentali. Misure che, insieme ad altre, consentirebbero la riduzione dei flussi irregolari verso l’Europa e che sono ben viste anche dagli stati europei.

Storia africana, storia migratoria

«Non sarà mai possibile raccontare la storia dell’Africa e dei suoi popoli senza raccontarne anche la storia delle migrazioni», si legge in questo studio che cerca di valutare l’impatto sociale globale degli accordi di integrazione regionale per la mobilità delle persone in Africa.

La ricerca descrive sfide (come la priorità degli interessi nazionali, la corruzione alle frontiere o l’instabilità economica di molti stati membri) opportunità legate alla libera circolazione e offre inoltre raccomandazioni politiche per la governance della migrazione, come la decolonizzazione delle politiche migratorie o la creazione di istituzioni sovranazionali efficaci.

Non mancano infine inviti come quello rivolto agli istituti di ricerca perché sostengano e informino le decisioni politiche in materia di migrazione: «I paesi devono essere resi consapevoli delle implicazioni delle politiche migratorie liberali in termini empirici per consentire loro di assumere l'impegno necessario».

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