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Rapporto ISMU 2017, l'immigrazione rallentaIl 5 dicembre 2017 è stato presentato a Milano il XXIII Rapporto sulle Migrazioni elaborato dalla Fondazione ISMU, che sempre opera per una corretta informazione e conoscenza del fenomeno migratorio in Italia, favorendo la convivenza interetnica

6 Milioni anche fra vent’anni

Le stime presentate evidenziano come il numero dei migranti è destinato a restare sempre tra i 5,5/6 milioni. Al primo gennaio 2017 il numero si assestava sui 5 milioni e 958mila e lo stesso numero si avrà fra vent’anni, quando a dire degli esperti che hanno elaborato i dati si assisterà a una fase di sostanziale stabilità.

Di fronte alla percezione comune che, come sappiamo, esaspera il senso di paura alzando i toni contro una fantomatica invasione, i dati presentati ci restituiscono sì una presenza in aumento dei più maturi (cinquantenni e ultra65enni) ma anche una forte riduzione dei 35-49enni degli under 15.

Più ricongiungimenti

A serpeggiare nel dibattito pubblico, sociale e politico è la domanda se la presenza dei migranti convenga o meno. La demografia ci dice che è innegabile l’apporto dell’immigrazione nel sostegno della natalità e nel ringiovanimento della popolazione autoctona, ma ciò non durerà per sempre. Anzi nel lontano (ma non troppo) 2037 l’età media di italiani e non (italiani) sarà sempre più vicina (49 anni contro 43)”.

Dal punto di vista produttivo e del rapporto tra welfare e immigrazione permangono pareri discordanti tra chi esalta l’apporto dei migranti al sistema pensionistico e chi ventila altre soluzioni ad intra tra le forze inattive del paese. Ciò che va evidenziato è l’aumento di ricongiungimenti e di acquisizioni di cittadinanza, e non i famosi sbarchi privilegiati dai media.

Un osservatorio per i minori migranti

Il tema dei rifugiati, soprattutto dal continente africano, diventa oggi particolarmente critico quando si affianca a quello della salute. La lentezza delle procedure di riconoscimento del titolo di protezione internazionale diviene, secondo le stime pubblicate sul Rapporto, causa di disagio non solo sociale, ma anche motivo di sofferenza mentale per il richiedente asilo.

Tra i minori migranti si è avuto una media di quattro servizi di tutela psico-socio sanitaria per beneficiario. Il dato è preoccupante anche se messo a confronto con l’aumento dei minori stranieri non accompagnati (MSNA) giunti ormai ai 18.500 circa (31 ottobre 2017): l’ISMU ha istituito per loro un Osservatorio permanente sull’accoglienza di questa porzione vulnerabile di migranti.

Integrazione: nel lavoro ma soprattutto a scuola

Anche su di loro verte il capitolo del rapporto sul sistema scolastico, chiamato ad accogliere la variegata presenza degli alunni stranieri. Il numero, 815mila circa (anno scolastico 2015/2016), è ormai stabile e a “crescita zero”, ma solo perché si è avuto un aumento di acquisizioni di cittadinanza italiana, oltre all’inevitabile dispersione scolastica o agli ostacoli ad accedere all’istruzione subiti proprio dai MSNA, ad esempio.

C’è in atto un processo di integrazione sempre più ampio di quanto si creda, e ciò vale tanto nel campo del lavoro quanto, e soprattutto, in quello della scuola, dove si assiste a una inclusione sempre più ordinaria e quotidiana.

Padre Gabriele Beltrami

 

 

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