IMG 5798«Salamaleikum!». Questo saluto la ossessiona. Lo sente ripetere continuamente. Da chi entra, chi esce o chi ritorna al magazzino dove lei lavora da qualche mese, a Fès. Nathalie, piccola sorella di Gesù, aggiunge però subito: «Ma questo è il saluto del Cristo risorto “La pace sia con voi!”». Con aria innocente, contemplativa, lo assapora come il frutto di un’altra cultura, un’altra lingua, un’altra fede. E risponde con gioia «Waleikum salam!», Anche con te!. Così comincia la sua testimonianza al nostro gruppo.

I nostri vicini di casa

Siamo una delegazione di una quindicina di persone tra preti e laici di Chemins de dialogue dell’Institut catholique de la Méditerranée (ICM) di Marsiglia, in visita (dal 21 al 27 ottobre 2016) alle comunità cristiane in terra d’Islam, in Marocco. L’altra sponda del Mediterraneo, i nostri vicini di casa. Appena arrivati è la parrocchia San Francesco d’Assisi a Fès che ci accoglie insieme alla testimonianza di don Matteo, marchigiano, e di due petites soeurs.

Prega anche tu

IMG 5781Lui va spesso nel carcere della città. Mentre attende di incontrare qualcuno, prega e legge da solo la Bibbia. «Non mi pare vero – ci dice sorpreso – la Parola di Dio attraverso le mie labbra arriva fin qui!». Qui pregare è importante. È come l’acqua di sorgente per il deserto. Ci si può perfino assentare dal lavoro per andare alla preghiera della moschea.

Così, Lucie, l’altra piccola sorella di Gesù, lavora in un ospedale. Ricorda quando un giorno il chirurgo, trovando grandi difficoltà durante un intervento a un bambino gravissimo, a un certo punto si è fermato. Deposti i ferri, ha iniziato a pregare a voce alta. Poi, verso di lei: «Prega anche tu, dì un’Avemaria». Pregare è aggiungere una forza misteriosa alle nostre forze. Lo si capisce qui, per davvero.

Un medioevo vivente

IMG 5772La medina (quartiere antico) di Fès ci attira il giorno dopo come una calamita. Sembra di tornare indietro di mille anni. Un pezzo di medioevo vivente. Negozietti di artigianato antico del rame, della lana, dell’intarsio in legno, della tintura delle pelli; suq con montagne di datteri e spezie, una multitudine di gente che va e viene, un labirinto impressionante di vicoletti dove si è destinati a perdersi.

Ma grazie a Mohcine, la nostra guida, il pericolo è scongiurato e la Karaouine, grandiosa moschea e antica università del IX secolo appare, infine, in tutto il suo splendore insieme a tante moschee nascoste. È questa, infatti, la città sacra dell’islam del Marocco. Vi si svolge anche da anni un famoso Festival delle musiche sacre del mondo: un vero incanto.

Continua...

Renato Zilio, autore di Dio attende alla frontiera, Emi, 2011

 

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