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Inaugurazione casa SipontoIl 5 novembre è stata inaugurata a Siponto, in provincia di Foggia, la nuova struttura di accoglienza per migranti e rifugiati. Si chiama Casa Scalabrini 16 ed è promossa dai missionari scalabriniani e dall’Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo (ASCS).

In accordo con la prefettura, e in ideale continuità con la struttura già aperta a Roma per la terza accoglienza, l’edificio può accogliere quaranta richiedenti asilo in una struttura adiacente all’attuale casa religiosa, già sede di formazione seminariale per gli studenti delle scuole medie. I primi ospiti della casa sono arrivati già ad agosto.

Un luogo accogliente

casa scalabrini 16 2Padre Pio Finizio, direttore della struttura e dell’Ufficio Migrantes per la diocesi di Manfredonia, Vieste e San Giovanni Rotondo, sottolinea come «il progetto, in dialogo costante con i referenti preposti dallo Stato, metterà al centro l'attenzione alle singole persone accolte e garantirà agli ospiti il clima il più possibile familiare che sarà costruito pazientemente insieme ai preziosi operatori che ci affiancano».

Sarà una struttura, aggiunge padre Gianni Borin, superiore regionale dei missionari operanti in Europa e Africa «in cui vengono accolti i migranti che intendono chiedere la protezione internazionale. Noi garantiamo loro l’alloggio, i pasti, l’assistenza legale e sanitaria, l’interprete e i servizi psico-sociali lungo tutta la loro permanenza, che è però variabile e non quantificabile».

Presenti all’evento anche monsignor Michele Castoro, arcivescovo di Manfredonia - Vieste - San Giovanni Rotorndo, e padre Gabriele Bentoglio, sottosegretario del Pontificio Consiglio per i Migranti e gli Itineranti, che ha condiviso alcune riflessioni sulle migrazioni odierne e, in particolare, sulle linee pastorali di accoglienza: «Per la Chiesa – ha dichiarato il missionario scalabriniano – la migrazione non è un semplice fenomeno sociale, ma un importante campo di impegno per verificare la fedeltà alla sua missione. Infatti, se le cause delle migrazioni sono varie, sempre però è la persona umana ad esserne coinvolta in tutte le sue componenti esistenziali».

Il tempo necessario

Casa Scalabrini 7In Casa Scalabrini 16 i migranti, che provengono tra l’altro da Eritrea, Sudan, Somalia, Mali, Costa d’Avorio, Guinea, Sierra Leone, Ghana e Camerun, possono restare per il tempo necessario affinché una delle dieci commissioni territoriali, competenti per l’esame delle domande di asilo, esamini la loro richiesta di protezione internazionale.

«La permanenza di ogni ospite dovrebbe essere limitata al tempo strettamente necessario al successivo passo, ossia al trasferimento in strutture di seconda/terza accoglienza per un efficace inserimento e un'altrettanto efficace integrazione», ha aggiunto padre Finizio.

Il foggiano e i migranti

A partire dagli anni Novanta il territorio sipontino si ritrova ad accogliere immigrati provenienti dal Nord e Centro Africa (Marocco, Algeria e Tunisia, Mali, Senegal), impiegati soprattutto nella raccolta di pomodori. Nel 2002 nascono i Centri di Accoglienza Richiedenti Asilo (CARA) e nell’ex base aerea Nato di Borgo Mezzanone possono trovare posto 600-700 richiedenti, in attesa di riconoscimento. Accanto a essi sorgono, però, anche i vari ghetti, luoghi sovraffollati e dalle condizioni di vita spesso disumane, ben noti alla cronaca. I missionari scalabriniani sono all’opera anche in queste situazioni da venticinque anni grazie all’esperienza del campo Io Ci Sto che ogni estate raduna centinaia di giovani d’Italia e dall’Europa per un incontro con coetanei migranti e richiedenti asilo, costretti a lasciare il proprio paese.

La Redazione

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