basilea parrocchia migranti giornate missionarie scalabriniani 1Il colorato Rifugiamoci, scritto a più colori dai bambini, evidenzia l'eterogeneità di quanti fuggono dall'affamata e tormentata Africa o dall'instabile e turbolento Medio Oriente. Ma gli stessi colori, a volte sorprendentemente sgargianti, sono anche segno della solidarietà di cui, nonostante le contraddizioni, l'Europa è ancora capace.

Storie e carte geografiche

Dal 29 al 31 gennaio 2016 la parrocchia di lingua italiana San Pio X di Basilea si è fatta più vicina ai nuovi cercatori di accoglienza con le Giornate Missionarie. I più piccoli hanno riempito di vivacità la mattinata del 30 gennaio giocando al rifugiato. Una quarantina di adolescenti e giovani, nel pomeriggio dello stesso giorno, si sono concentrati su carte geografiche, terminologie e sofferte storie di loro coetanei, migranti e profughi.

L'azione di solidarietà, organizzata dal consiglio parrocchiale, ha preso inizio venerdì 29 gennaio con la visione del film-documentario Io sto con la sposa, il racconto del viaggio di un gruppo di richiedenti asilo che, con vari stratagemmi e in clandestinità, partendo dall'Italia raggiungono la Svezia. Circa settanta persone hanno seguito, apprezzato e discusso il film giungendo alla logica conclusione di quanto sia indispensabile conoscere per suscitare un'accoglienza che vinca i pregiudizi.

Il supporto a Casa Scalabrini

basilea parrocchia migranti giornate missionarie scalabriniani 2Sabato sera, 30 gennaio, oltre duecento persone, condividendo il Piatto della Solidarietà, hanno ricevuto un'esauriente informazione sul progetto missionario per l'anno pastorale 2015-16. L'iniziativa prevede una campagna di sensibilizzazione in aiuto al Centro di Accoglienza Profughi e Rifugiati Casa Scalabrini di Siponto-Manfredonia (Foggia), messo a disposizione dai missionari scalabriniani. Domenica 31 gennaio, infine, le celebrazioni eucaristiche hanno affidato alla preghiera il progetto e benedetto la solidarietà della comunità.

Numerosi e geniali volontari, alcuni impegnati nel centro profughi allestito alla frontiera svizzero-tedesca di Basilea, hanno garantito la riuscita delle giornate missionarie. Le giornate sono sono riuscite a:

  • informare correttamente su un esodo dagli sviluppi imprevedibili;
  • promuovere una presa di coscienza del mondo dei rifugiati, che stimoli ragazzi, giovani e adulti della parrocchia a guardare ai volti e alle situazioni, con la mediazione del cuore;
  • contribuire a dare un bel colpo d'ala alla solidarietà concreta.

Gli animatori

basilea parrocchia migranti giornate missionarie scalabriniani 4Le Giornate Missionarie chiedono il coraggio e la sana curiosità di aprire gli zainetti zeppi di paure e di sofferenze, di attese e di sogni, che pesano sulle spalle di chi affronta i rocamboleschi viaggi della speranza.

Alla precisa domanda Cosa farebbe Gesù oggi di fronte alla realtà profughi?, tra silenzi e imbarazzi è scaturita l'ammissione – e non è banale – che ogni persona è immagine del Padre; e questo dovrebbe bastare per ravvivare l'accoglienza.

A motivare la comunità hanno contribuito con successo gli animatori delle Giornate Missionarie. Padre Arcangelo Maira, missionario scalabriniano che ha operato nei campi profughi, ha insistito sull'accoglienza ai nuovi migranti fatta di vicinanza umana: uno sguardo rasserenante, un sorriso libero, una stretta di mano comunicante.

Susy Mugnes, missionaria scalabriniana e operatrice nel centro rifugiati di Basilea, ha evidenziato come, per esempio, gli ospiti forzati del centro d'accoglienza di Basilea abbiano sì bisogno di vestiario e cibarie, ma anche di contatto e vicinanza. Perché sono uomini e donne, giovani e bambini nell'estremo bisogno di ricucire strappi affettivi, psicologici e culturali. Hanno una vita da ricominciare e un grande vuoto da riempire. Se lasciati soli, tutto sarà per loro più difficile.

È possibile a tutti salire sulle barche immergendosi nei sentimenti di chi fugge; sono barche spesso respinte dai venti e dalle onde del rifiuto, cariche di spaventi, pericolosamente appesantite dalla privazione di libertà e paurosamente rallentate da miseria e carestie. La solidarietà non pretende di arrivare a tutti e subito. Molti, però, possono essere raggiunti.

Padre Valerio Farronato

 

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