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da mare nostrum a tritonNelle prime ore del mattino del 3 ottobre 2013, un peschereccio di 20 metri prende fuoco, si rovescia e poi affonda a largo dell’Isola dei conigli, una delle spiagge più belle della Sicilia e d’Italia. Nei giorni seguenti il mondo si ferma, commosso di fronte alle 366 bare, tra cui 4 bianche1, di cittadini eritrei, ghanesi, etiopi, somali e tunisini partiti dal porto libico di Misurata in fuga da persecuzioni o in cerca di una vita migliore. Di morti ce ne sono stati prima e dopo quella tragica giornata2.

Ma un naufragio di quella entità/portata, in termini di vite umane e per di più a poche miglia dalla costa, come ricorderanno, ad un anno dalla tragedia, i lampedusani, incapaci di dimenticare le grida di aiuto dei migranti, non aveva precedenti. Il Governo Letta3 decide allora di avviare, il 18 ottobre 2013, l’operazione Mare nostrum che riprende il nome con il quale i Romani indicavano il Mar Mediterraneo forse per evocare la comunanza e il legame tra le due sponde, tra i due continenti piuttosto che la distanza.

Mare nostrum però non è un’operazione del tutto nuova perché si innesta, con l’intenzione di potenziarla, su un’attività di controllo dei flussi migratori da parte della Marina Militare italiana nell’ambito della missione Constant Vigilance4 già in essere dal 2004. Non è nemmeno la soluzione al problema delle migrazioni illegali ma è un’operazione militare umanitaria che risponde ad un’emergenza con la finalità di aumentare la sicurezza in mare.

Secondo i dati della Marina Militare del Ministero della Difesa, dal 1 gennaio al 31 ottobre 2014, data della fine dell’operazione, erano 439 gli interventi di Search and Rescue- SAR (Ricerca e Soccorso) effettuati e 156.362 i migranti passati per Mare nostrum, che rappresentano meno di 1/10 dei migranti che arrivano in Italia, come sottolinea l’Ammiraglio Filippo Maria Foffi, Comandante in capo della squadra navale, intervenendo al convegno di Amnesty International5. Dal 18 ottobre al 31 dicembre 2013 le persone soccorse sono state 4.323 con 34 interventi in mare come indicato nel “Rapporto sulla protezione internazionale in Italia 2014” redatto da ANCI, Caritas Italiana, CITTALIA, Fondazione Migrantes, SPRAR, in collaborazione con UNHCR.

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1 366 morti accertati e circa 20 dispersi presunti. I superstiti salvati sono 155, di cui 41 minori (uno solo accompagnato dalla famiglia).

2 700 solo nel 2013 e 3079 nel 2014 (29 settembre) secondo il rapporto dell’OIM. Secondo lo studio "Fatal Journeys: Tracking Lives lost during Migration" dal 2000 ad oggi sono stati oltre 22.000 i migranti che hanno perso la vita nel Mar Mediterraneo cercando di raggiungere l'Europa, contro i 6.000 decessi di migranti al confine tra Usa e Messico e la metà circa del totale dei migranti morti nel mondo per entrare negli Stati Uniti, in Europa, in Australia e in altri paesi.

3 Il Premier Letta con il vice Alfano ed i ministri degli esteri e della difesa Bonino e Mauro hanno deciso il 14 ottobre 2013 l’avvio della operazione militare umanitaria Mare nostrum.

4 I cui obiettivi sono: garantire la salvaguardia della vita in mare ed assicurare alla giustizia tutti coloro i quali lucrano sul traffico illegale di migranti.

5 Diritti dei migranti e rifugiati in Europa. Il costo umano della traversata in mare. Convegno Amnesty International 17 ottobre 2014 a Roma.

 

 

 

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