Sarà avviata nel 2021 ad Algeciras, nella diocesi di Cádiz e Ceuta, una delle più importanti frontiere con il continente africano

Una nuova missione scalabriniana sulla rotta delle CanariePiù della metà delle quasi 36mila persone che nel 2020 hanno raggiunto la Spagna irregolarmente per via marittima lo ho fatto attraverso le Canarie. Queste isole però non sono attrezzate per la situazione e l'emergenza sta creando grandi difficoltà. Il nuovo flusso dal Nord Africa ha riguardato più di 19mila migranti, di cui quasi 8mila solo a novembre (nel 2019 sulle Canarie erano sbarcati 2.557 migranti).

Nel numero di novembre-dicembre 2020 della rivista Scalabriniani si parla proprio della rotta della Canarie con un articolo dei missionari scalabriniani padre Gabriele Beltrami (direttore dell’Ufficio Comunicazione Scalabriniani – UCoS) e padre Antonio Grasso (consigliere regionale dei missionari scalabriniani di Europa e Africa e direttore della Missione Cattolica di lingua Italiana (MCI) a Berna, in Svizzera).

Nell’articolo Rotta delle Canarie: aumentano gli sbarchi sulla rotta atlantica, pubblicato nella sezione Missioni: ripartire è possibile! (pp. 16-17), l’annuncio di una nuova missione scalabriniana ad Algeciras, nella diocesi di Cádiz e Ceuta. Eccone alcuni estratti.

Una delle rotte migratorie più battute

«Circa 14 kilometri è la distanza che separa il punto più a nord della costa del Marocco dalla Spagna. La ridotta distanza ha reso questa lingua di mare una delle rotte migratorie più battute dell’intera area mediterranea. Nel 2019 anche la Spagna si è fatta promotrice di un trattato di collaborazione con il Marocco atto a controllare i flussi migratori diretti verso le sue coste.

Il documento prevede lo stanziamento di 140 milioni di euro “in cambio” di una più stretta e pronta collaborazione da parte delle autorità marocchine nel bloccare le partenze. L’UNHCR , nella sua analisi, certifica che tale accordo ha funzionato: nel 2020 gli sbarchi in Spagna sono diminuiti di oltre il 20% rispetto allo stesso periodo del 2019».

Un aumento vertiginoso degli sbarchi

«I flussi migratori, però, lo sappiamo dalla storia recente, difficilmente si estinguono, trovando invece nuove vie di fuga. È questo il caso del vertiginoso aumento degli sbarchi provenienti da una nuova rotta migratoria: quella diretta verso le Isole Canarie. (…) basta documentarsi un po’ per trovare conferma che tale rotta migratoria è assai pericolosa: la traversata atlantica comporta infatti una serie di complicazioni, tecniche e atmosferiche, che alzano di molto il rischio di naufragio. Il tasso di mortalità è stimato ad oggi di una persona ogni sedici.

(…) Le condizioni di accoglienza non rispettano poi, nemmeno lontanamente, gli standard richiesti ordinariamente e tantomeno nell’attuale emergenza covid: tutto ciò incide negativamente sull’equilibrio psico-fisico di chi è già duramente provato da un arduo percorso migratorio. Da parte sua il ministero dell’Interno spagnolo ha recentemente dichiarato che riaprirà i CIE di Gran Canaria e Tenerife, strutture di fatto detentive nelle quali sono trattenuti i cittadini stranieri in attesa del rimpatrio».

La parrocchia Nuestra Señora del Carmen

«Nei primi mesi del 2021 noi scalabriniani avvieremo una nuova presenza nella diocesi di Cádiz e Ceuta. Il vescovo diocesano monsignor Rafael Zornoza Boy ci affida la parrocchia di Nuestra Señora del Carmen, ad Algeciras, proprio al di là dello Stretto di Gibilterra.

Da questa parrocchia potremmo inserirci nelle attività pastorali e sociali di accoglienza dei migranti, collaborando in particolare modo con il Segretariato diocesano per la pastorale migratoria e col Centro de Estancia Temporal de Inmigrantes (CETI) che è il centro dello Stato spagnolo dove sono ospitati i migranti che cercano di entrare in Spagna.

Ceuta è una delle frontiere europee più importanti con il continente africano. È un luogo di transito per i tanti migranti che arrivano dall’Africa nel loro viaggio verso l’Europa, ma è anche una meta di lavoro per i migranti stagionali marocchini. Non mancheranno anche le sfide sul piano interreligioso perché Ceuta è anche simbolo della convivenza di una popolazione “spagnola” con una popolazione “spagnola-marocchina-musulmana”.

Questa nuova apertura rappresenta per la Regione Afro-Europea dei missionari scalabriniani un primo significativo ricollocamento della nostra presenza nell’area del Mediterraneo».

Il numero 6/2020 della rivista Scalabriniani

 

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