Ora che si va verso un cauto ma progressivo allentamento delle restrizioni introdotte nei mesi scorsi per contrastare la diffusione del contagio, ci sembra giusto raccontare come è stato vissuto nelle missioni e nelle parrocchie scalabriniane d’Europa questo tempo di Pasqua caratterizzato dal monito di restare in casa a causa della pandemia di covid-19.

A Francoforte una Pasqua diversa dalle altre

Eccovi quindi una serie di testimonianze che, pur destinate alla rivista Scalabriniani (è possibile leggerli nella rubrica In missione con la creatività antica e i mezzi moderni” a partire dal numero di maggio-giugno 2020), abbiamo pensato di offrire sul sito in forma integrale a partire da questa settimana. Prime due tappe: Parigi e Francoforte. Buona lettura

 

A Parigi la Chiesa è “una madre combattiva

A Parigi gli scalabriniani sono presenti con varie realtà, come il Centre d’Information et d’Études sur les Migrations Internationales (CIEMI), la parrocchia St Bernard de la Chappelle e la Missione Cattolica di lingua Italiana (MCI) St. Pierre de Chaillot, di cui è rettore padre Dominique Barly. Ecco la sua testimonianza

A Parigi la Chiesa è una madre combattiva - Il corso per la cresima degli adulti

«La MCI di Parigi ha vissuto e sta vivendo un anno pastorale del tutto particolare tra manifestazioni dei Gilets Jaunes, scioperi e in ultimo l’emergenza covid-19. Tutto era iniziato bene con trentacinque bambini iscritti per il catechismo, otto adulti per la cresima, diversi battesimi previsti per i neonati, ventiquattro coppie in preparazione per il matrimonio e diverse attività programmate. Ora è tutto fermo.

Dall’emergenza covid-19 la MCI è stata impattata prima rispetto alla stessa città di Parigi, perché i fedeli tornati dall’Italia tra fine febbraio e inizio marzo erano già tenuti alla quarantena. Le attività pastorali e le Messe si celebravano con un terzo di presenti rispetto al solito. Poi è arrivato il confinamento generale. Come andare avanti? Che fare con il catechismo? E il percorso di preparazione al matrimonio? Come articolare il cammino quaresimale? Queste le domande che mi ponevano i fedeli e le famiglie.

L’arcivescovo di Parigi si è pronunciato dando gli orientamenti pratici: sospensione delle Messe e delle attività pastorali in tutta la diocesi e ricorso allo streaming per le celebrazioni e le principali attività. Anche i catechisti hanno deciso di proseguire il percorso di catechesi ricorrendo a Skype o a Zoom, a seconda delle disponibilità loro e delle famiglie. Si è poi organizzato l’incontro con i fidanzati, il cui matrimonio era programmato in una data molto vicina. Infine, attraverso Skype sono stati possibili anche gli appuntamenti e i colloqui con i sacerdoti per il sostegno spirituale ed è stato comunicato il numero telefonico di una psicologa italiana vicina alla parrocchia per il sostegno psicologico nel tempo del confinamento.

Si sono poi sviluppate nuove forme di carità. Oltre a cercare soluzioni per gli italiani, turisti o connazionali a Parigi per un soggiorno breve, rimasti bloccati e sprovvisti di mezzi in situazione di emergenza, si è sviluppata la sponsorizzazione a distanza delle consegne dei generi alimentari a favore dell’iniziativa Hiver solidaire con la quale la parrocchia di Saint Bernard, anch’essa animata dai missionari scalabriniani, offre posti-letto, pasti caldi e una sistemazione duratura ogni anno durante l’inverno.

A livello liturgico, si è potuta celebrare anche la tradizionale Via Crucis, a cui hanno contribuito gli stessi fedeli: quindici membri della comunità hanno commentato le stazioni e inviato i testi ai sacerdoti, che l’hanno vissuta nella propria residenza e trasmessa in streaming.

Per quanto riguarda le celebrazioni del Triduo pasquale, si è deciso di seguire i riti del Santo Padre Francesco. La Domenica di Pasqua, su richiesta degli affittuari (quasi tutti italiani) della residenza dei padri scalabriniani, la Santa Messa è stata celebrata all’aperto per permettere a tutti di partecipare affacciandosi alla finestra.

Se è vero che questa pandemia ha pregiudicato l’abituale vita comunitaria della MCI, è anche vero che la comunità si è mostrata resiliente nel cercare vie parallele per andare avanti. Ci siamo rivelati più uniti e coinvolti per il bene comune. In tempi normali difficilmente si era tutti presenti nelle riunioni del consiglio pastorale, mai avevo avuto l’opportunità di parlare per telefono o via sms con tutti i genitori dei bambini iscritti al catechismo e mai avevo ricevuto così tante richieste di preghiera. Sono convinto che la Chiesa sia una madre combattiva e che il suo Sposo agisca nei suoi figli dall’interno». 

Padre Barly Kiweme


A Francoforte “una Pasqua diversa dalle altre

A Francoforte, in Germania, gli scalabriniani dirigono una Misión Católica de Lengua Española e una Comunidade Católica de lingua Portuguesa, in cui è parroco padre André Luiz Bergmann. Ecco la sua testimonianza

A Francoforte una Pasqua diversa dalle altre

«È tutto così strano. Silenzio totale. Cosa sta succedendo? Sembra che non ci sia anima viva. Sembra un sogno, o un film. Questa stagione quaresimale è stata vissuta in modo molto diverso. Solo alcune delle abituali celebrazioni potrebbero essere vissute. Che Pasqua sarà?

Sembra di sentire l’umore di quella mattina in cui Maria andò alla tomba dove Cristo avrebbe dovuto essere. Il posto è vuoto, non c’è nulla. Solo un sudario. Il silenzio prese il sopravvento. Dov’è? Chi l’ha preso? Dove lo hanno messo? Un’opportunità che ci è stata data per celebrare una Pasqua diversa.

Molti di noi ricordano quelle comunità che raramente hanno l’opportunità di ricevere un sacerdote, di celebrare l’Eucaristia. Dio sa cosa fa. Mi sono sentito vicino ai fratelli e alle sorelle dell’Amazzonia. Vicino a quelli la cui fede è osteggiata. Come sarebbe bello se questo ci facesse uscire dalla nostra comodità per andare vero l’altro.

Qui, nella comunità cattolica di lingua portoghese a Francoforte sul Meno, viviamo questa Settimana Santa e la Pasqua in un modo più familiare. Grazie ai moderni mezzi di comunicazione, alle persone è data ogni giorno l’opportunità di ascoltare la parola di Dio.

Le chiese hanno lasciato aperto le porte alla preghiera personale, e molte persone ne hanno approfittato. Cristo è risorto, Cristo è vivo. Buona e benedetta Pasqua a tutti».

Padre André Luiz Bergmann

 

Il numero di maggio-giugno 2020 della rivista Scalabriniani

Le altre testimonianze pubblicate su Scalabrini.net

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