Martedì 29 maggio 2018 l’Università Cattolica ha ospitato una giornata di studio sui Global CompactMartedì 29 maggio 2018 l’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano ha ospitato il convegno Verso i Global Compacts su migranti e rifugiati. L’impegno della Chiesa, le Risposte delle Istituzioni. L’evento, organizzato con il patrocinio della Migrants & Refugees Section del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, ha approfondito le questioni legate ai negoziati intergovernativi avviati dalle Nazioni Unite per migliorare la governance dei flussi migratori.

Tra gli ospiti (oltre a padre Fabio Baggio, missionario scalabriniano e sottosegretario della Migrants & Refugees Section, e monsignor Mario Delpini, arcivescovo di Milano, dei cui interventi abbiamo già parlato) anche Federico Soda, direttore dell’Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo dell’OIM, e Laura Zanfrini, docente di Sociologia delle migrazioni presso la stessa università ospitante e direttrice della SIMI Summer School su Mobilità umana e giustizia globale, del cui intervento presentiamo qui una sintesi.

Martedì 29 maggio 2018 l’Università Cattolica ha ospitato una giornata di studio sui Patti Globali. Tra gli ospiti anche Laura Zanfrini, direttore della SIMI Summer SchoolNecessità di tutelare le migrazioni

«Crisi epocale dei rifugiati, sì, ma crisi profetica, che ci ha resi consapevoli del fatto che il nostro destino è strettamente intrecciato al mondo della mobilità umana e alla nostra volontà e capacità di governare il fenomeno nel rispetto della dignità della persona umana. È facilmente intuibile come le città (anche Milano) dovranno giocare un ruolo importante in coordinazione. Gestione della mobilità umana e sviluppo sostenibile dovranno camminare insieme.

È sempre più difficile ricondurre a semplici distinzioni tra forme migratorie: le migrazioni sono anche una strategia di affrancamento, emancipazione, ricerca di libertà, un fenomeno che mette le nostre società a contatto con situazioni che non sono democratiche. Le migrazioni però non sono tutelate, a differenza di quanto accade per le transazioni finanziarie o gli scambi di merci… ciò è paradossale».

Controllo dei confini, diversità percepita e scetticismo

«Tre grandi difficoltà ad accettare i Global Compact:

  • in un mondo globalizzato il (presunto) controllo dei confini è uno dei vessilli a cui gli stati difficilmente rinunciano (anche quelli identitari);
  • la percezione di diversità e contrapposizioni tra gli attori in gioco (Nord e Sud): al Nord si vuole selezionare la migrazione più utile. La cooperazione bilaterale è stata egemonizzata e mercificata;
  • il diffuso scetticismo verso operazioni come queste. Bisogna rendere la collettività consapevole della posta in gioco».

I paesi più accoglienti? Quelli con più problemi

«Siamo di fronte a un duplice fallimento:

  1. politico, perché se giriamo per il mondo la materia delle migrazioni vede uno scarto tra politiche e realtà; l’opinione pubblica è più scettica a riguardo; è luogo in cui si aggirano le norme in maniera più frequente; il rimpallo di responsabilità è sintomo di qualcosa che non funziona;
  2. etico: la maggioranza delle persone è accolta in paesi con numerosi problemi e non altrove; sappiamo che molti paesi del mondo selezionano migranti in base al vantaggio economico o sociale; tensione tra alcuni strumenti impiegati e alcuni principi cardine della nostra società».

Tre passaggi per guardare oltre

«Per "guardare oltre" occorrono tre passaggi:

  • uscire dalla logica della distribuzione dei costi e passare alla condivisione delle responsabilità (ad essere in gioco, infatti, è la nostra civiltà);
  • passare dalla logica di contenimento dei flussi alla logica del governo dei flussi (non contrastare la pressione migratoria o selezionarla, ma porsi nella logica di tutela e disponibilità a cooperare);
  • iscrivere la gestione delle migrazioni all’interno di un processo sostenibile (tra gli obiettivi di uno sviluppo sostenibile).

La migrazione è specchio della società e ci offre un’occasione di auto-riflessione unica».

Leggi gli interventi di padre Fabio Baggio e monsignor Delpini

 

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