Francia, riforma immigrazione. Padre Caetano: «Preoccupanti la durata e le condizioni della detenzione»Padre Carlos Caetano è un missionario scalabriniano e dirige il "Service National de la Pastorale des Migrants et des Personnes Itinérantes" (qui una sua intervista per la Migrants & Refugees Section del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale). Tra le iniziative recentemente organizzate dal Service vi è la conferenza stampa del 10 gennaio 2018 dal titolo "Migrants: trouver une réponse commune" nella quale sono intervenuti i vescovi Georges Pontier, presidente della conferenza episcopale francese, Georges Colomb, vescovo di La Rochelle e Saintes, e Denis Jachiet, vescovo ausiliare di Parigi. Il 28 febbraio 2018 è intervenuto nella Consulta Nazionale delle Migrazioni a Roma.

 

Mercoledì 21 febbraio 2018 in Francia è stato presentato al consiglio dei ministri il disegno di legge per la riforma sull’immigrazione. L’obiettivo dichiarato da Gèrard Collomb, ministro dell’Interno, è quello di ridurre i tempi dell’accoglienza. Il testo sarà discusso il prossimo aprile ma è già molto criticato.

Per i migranti una detenzione traumatica

«Un punto che rimane preoccupante – ha dichiarato padre Carlos Caetano, missionario scalabriniano e direttore del Service National de la Pastorale des Migrants et des Personnes Itinérantes a Parigi – è l’estensione della durata della detenzione e le condizioni per la detenzione. Non dimentichiamo il trauma che la detenzione può causare per gli esuli, specialmente per famiglie e bambini il cui unico “crimine” è quello di non avere i propri documenti in Francia».

Accogliere lo straniero per non tradire la tradizione francese

Anche se «la Chiesa cattolica riconosce il diritto degli stati di subordinare l’esercizio del diritto di immigrazione a varie condizioni legali» continua padre Caetano, è altrettanto vero che «le nazioni meglio attrezzate sono obbligate ad accogliere il più possibile lo straniero in cerca della sicurezza e di risorse vitali che non riesce a trovare nel suo paese d'origine».

Costituisce invece un passo in avanti la rimozione dal disegno di legge della nozione di “paesi terzi sicuri (è tra l’altro una delle quattro proposte avanzate di recente dalla Fondazione Migrantes per superare la crisi del diritto d’asilo in Europa). L’auspicio è che, orientando la riforma in modo da non tradire la tradizione di asilo della Francia, si possa trovare il giusto equilibrio tra il bene comune dei francesi in particolare e il bene comune universale.

 

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