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roma corso humilitas badantidi Barly Kiweme, seminarista scalabriniano

 

Le fasi importanti della vita di una persona sono tre: l’infanzia, l’età adulta e la terza età. Tra queste quelle più delicate sono l’infanzia e la terza età perché il bambino così come l’anziano hanno molto bisogno della cura di terze persone per svolgere tutta una serie di attività che da sole non potrebbero affrontare. Per mancanza di tempo derivante dai ritmi sempre più frenetici e spesso per una totale impreparazione nel gestire i bisogni dei bambini e degli anziani, le famiglie si trovano a scegliere tra diverse alternative.

Cura paziente e amorevole

Per quanto riguarda la cura dei bambini, si rivolgono in alcuni casi agli asili e in altri casi alle baby-sitter. Relativamente agli anziani, invece, una soluzione è rappresentata dalle case di riposo e un’altra dalla figura di assistenti familiari, comunemente chiamati badanti. Queste opzioni rispondono al desiderio di genitori e figli di far seguire i propri cari con più attenzione di quanta sarebbe rivolta loro presso strutture esterne (le quali però, soprattutto nel caso degli asili, offrono all’assistito la possibilità di socializzare e di confrontarsi con gli altri).

Se guardiamo alla città di Roma, ma la situazione non è dissimile nel resto del paese, notiamo che la mancanza di disponibilità da parte delle famiglie a seguire da vicino gli anziani si deve a una serie di motivi. La cura degli anziani, in molti casi non più autosufficienti, presuppone molta pazienza e un supporto psicologico ed emotivo che non sempre la famiglia riesce a offrire. Inoltre è diffusa l’idea che questo lavoro sia poco dignitoso e poco edificante. Per questo gli italiani si rivolgono ai migranti come alle sole persone in grado di svolgere questo lavoro.

Diventare assistenti familiari con Humilitas Onlus

Un fatto confermato dalla notevole quantità di richieste di badanti che arrivano alla cappellania dei latinoamericani, nella chiesa di Santa Maria della Luce, e a quella dei filippini, nella basilica di Santa Pudenziana. Ciò dimostra quanto sia importante e necessaria la presenza di una persona fidata e preparata che dia la massima disponibilità alla famiglia. Per rispondere a questa esigenza, i futuri badanti hanno la possibilità di fare un corso annuale di assistenza familiare organizzato dall’associazione scalabriniana Humilitas Onlus in collaborazione con la cappellania dei latinoamericani nella chiesa di Santa Maria della Luce.

La predisposizione dei migranti a svolgere questa attività lavorativa, che comporta un grande impegno e un grande dispendio di energie sotto il punto di vista fisico ma anche e soprattutto psicologico ed emotivo, ha forse le proprie radici nell’esperienza migratoria. Da questa scaturisce una particolare forza interiore per affrontare le difficoltà della vita (resilienza), evidente alle famiglie che affidano loro i propri cari sapendo che saranno seguiti amorevolmente e con attenzione.

Purtroppo, attualmente, l’atteggiamento di chiusura di alcuni paesi ai migranti fa sì che i migranti stessi vengano considerati una minaccia e non una risorsa. Se questi paesi fossero consapevoli della ricchezza umana apportata dai migranti, non costruirebbero muri ma ponti per favorire l’incontro tra i popoli e per soddisfare i bisogni di ognuno in un rapporto di reciproco scambio.

Barly Kiweme, seminarista scalabriniano

 

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