Piacenza ha un nuovo museo dellemigrazione Sabato 30 novembre 2019 sarà inaugurato a Piacenza il Museo dell’Emigrazione Giovanni Battista Scalabrini. Il MES, che sarà ospitato nel chiostro antico della Casa Madre della congregazione scalabriniana e documenta la storia dell’emigrazione piacentina ed emiliano-romagnola (raccontandone l'esperienza dalla partenza all'arrivo nel paese straniero), andrà ad aggiungersi al Museo Scalabrini costituito dagli stretti collaboratori del beato vescovo subito dopo la sua morte, agli inizi del Novecento, e che raccoglie principalmente donazioni fatte a Scalabrini per il suo giubileo episcopale nel 1901.

L’inaugurazione il 30 novembre 2019

L’evento, che si inserisce nelle iniziative per Piacenza 2020. Crocevia di culture, arriva a un mese esatto dalla presentazione del MigrER, il museo virtuale dell’emigrazione emiliano-romagnola nel mondo, ed è promosso oltre che dai missionari scalabriniani anche dalla Fondazione Centro Studi Emigrazione di Roma (CSER), dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano e dalla Fondazione Migrantes.

Caratterizzati da una forte multimedialità, i quattro ambienti del MES raccontano l’emigrazione italiana dal 1876 ai nostri giorni attraverso i contenuti d’archivio della Casa Madre dei missionari scalabriniani, le parole dei viaggiatori dell’epoca e varie ricostruzioni di ambienti dell’epoca (come la stanza di una tipica casa piacentina o una biglietteria). Il museo sarà aperto il sabato e le domenica dalle 15,00 alle 18,00. Dal 16 marzo 2020 sarà possibile visitarlo anche dal lunedì al venerdì su prenotazione (e dallo stesso mese di marzo il MES ospiterà momenti di formazione per gruppi scolastici e parrocchiali).

Piacenza ha un nuovo museo dellemigrazione

«Il fenomeno dell’emigrazione italiana è stato rimosso dalla coscienza nazionale – ha dichiarato lo scalabrniano padre Gaetano Parolin a Patrizia Soffientini, giornalista di Libertà. Il quotidiano di Piacenza (“Ecco la nostra nave da Piacenza un esodo di 150 mila migranti”, 16 novembre 2019) – eppure fa parte della nostra identità, gli emigrati hanno aiutato l’Italia oltre al paese dove hanno vissuto. Però il diverso fa sempre paura».

All’incontro del 30 novembre, moderato proprio da padre Gaetano Parolin, interverranno come ospiti padre Gianni Borin (vicario generale della congregazione scalabriniana), monsignor Gianni Ambrosio (vescovo della diocesi di Piacenza-Bobbio), Patrizia Barbieri (sindaco di Piacenza), Massimo Toscani (presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano), don Giovanni De Robertis (direttore della Fondazione Migrantes), Manuel Ferrari (architetto responsabile dell’Ufficio Beni Culturali della diocesi e curatore dell'allestimento), Elena Pedrazzini (direttrice di Twin Studio Milano) e padre Lorenzo Prencipe (presidente CSER).

La Casa Madre, punto di riferimento spirituale

La Casa Madre di Piacenza custodisce le memorie del Fondatore e della famiglia scalabriniana, e in quanto centro di formazione permanente rappresenta un punto di riferimento spirituale per tutti i missionari scalabriniani nel mondo. La struttura è stata oggetto di numerosi restauri.

Annessa alla Casa c’è la chiesa di San Carlo, parrocchia dei migranti della diocesi di Piacenza. Nel 2017 per le Giornate europee del patrimonio del MiBACT la Casa Madre ha ospitato l’evento Profilo e vicende di una quadreria: il vescovo G.Battista Scalabrini e le arti (ne abbiamo parlato anche su Scalabriniani 6/2017, nell'articolo Piacenza: la Casa Madre patrimonio europeo, p. 12).

Il portale della diocesi di Piacenza-Bobbio

Il comunicato stampa del MES (via Vatican News)

L’intervista di Vatican News a padre Parolin

 

 

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