Presenza scalabriniana in Sud Africa

La Congregazione scalabriniana iniziò la sua presenza ufficiale in Africa il primo luglio 1995 su invito dell'Arcivescovo di Cape Town, S.E. Mons. Lawrence Henry, che affidò la parrocchia territoriale di Holy Cross a P. Mário Zambiasi, con il compito di un servizio pastorale nei riguardi della comunità italiana e portoghese oltre all'Apostolato del mare. Altri missionari si sono succeduti negli anni successivi, assumendo anche il servizio dei rifugiati e iniziando la formazione al carisma scalabriniano in Africa. P. Mario Tessarotto, P. Sérgio Durigon, P. Isaia Birollo, P. Arcangelo Maira, P. Michele De Salvia, P. Gerardo Garcia Ponce, P. Ivaldo Bettin, P. Arlain Pierre e P. Giovanni Meneghetti, insieme a vari volontari che per qualche tempo hanno prestato un servizio nelle opere sociali e culturali dei Missionari scalabriniani in Sud Africa.

Attualmente i missionari scalabriniani sono presenti a Cape Town nelle seguenti opere:

Parrocchia di Holy Cross (Nile St – District Six): è una parrocchia territoriale sudafricana situata nel District Six, una zona storica che ha molto sofferto a causa dell'apartheid. Dal 11 febbraio 1966 l'area fu decretata "Zona bianca": praticamente tutte le case furono distrutte e la popolazione trasferita alla periferia della città. Questi trasferimenti proseguirono fino al 1981, vennero in seguito bloccati grazie alle pressioni internazionali e alle proteste. Da allora è rimasta una zona con poche costruzioni.

Da gennaio 2011 il parroco si chiama P. Giovanni Meneghetti, di origine italiana. Ha sostituito P. Michele De Salvia, al quale va il merito della ristrutturazione delle vetrate della chiesa e quella della casa parrocchiale. La parrocchia è vivace, con gruppi di catechismo e gruppi vari... buona è la partecipazione alla messa domenicale.

A fianco della chiesa è situata una scuola tenuta dalla Suore di Holy Cross. La frequentano circa 500 bambini provenienti soprattutto dalle povere Township.

In questa parrocchia, negli anni '80, è stato vice parroco Lawrence, diventato poi Arcivescovo di Cape Town e grande amico e collaboratore degli Scalabriniani. Fu egli, infatti, ad invitare la Congregazione nella diocesi, per accompagnare i portoghesi, gli italiani e i marinai.

Anche la Comunità Italiana celebra nella chiesa di Holy Cross la messa domenicale, guidata da P. Giovanni. Gli italiani sono arrivati per lo più dopo la seconda guerra mondiale. Alcuni erano già sul territorio come prigionieri di guerra, portati qui dagli inglesi, durante la guerra, dal Nord Africa per la costruzione delle strade. La comunità italiana non è oggi molto numerosa. Ha dei luoghi di ritrovo in altri centri sparsi nella città.

Capelania Portuguesa do Cabo - P. Ivaldo Bettin, brasiliano, è il cappellano della comunità di lingua portoghese per tutta la Provincia del Capo. In essa vivono circa 30 mila persone di lingua portoghese. Provengono per lo più dall'isola di Madeira e sono arrivati nel dopo guerra. Erano pescatori e molti continuano ancora questo lavoro. Le attività della comunità si concentrano nella chiesa di St. Agnes e nelle parrocchie della periferia della città, dove vivono i madeirensi. Organizzano delle feste tipiche, processioni, catechismo... L'apice è la benedizione dei Pescatori e delle loro Barche all'inizio di ottobre. Dopo i pescatori riprendono il mare per la pesca, rimanendo fuori anche per parecchi mesi.

Nella chiesa di St. Agnes si ritrova anche la Comunità Francofona composta per lo più da rifugiati. Il responsabile è P. Mario Tessarotto, da molti anni attivo a Cape Town. Le attività si svolgono tuttavia anche in altre chiese della periferia dove notevole è la presenza di rifugiati. L'attività dei missionari a favore dei rifugiati è coadiuvata da P. Gerardo Garcia, messicano, e dagli studenti scalabriniani.

Adiacente alla chiesa St. Agnes vi è la Lawrence House (Orfanotrofio -5, The Av. Woodstock), un antico convento delle Suore Domenicane. Qui vivono 25 bambini per lo più congolesi, angolani e sudafricani. Alcuni portano con sé drammatiche storie, sono vittime di guerre, di abbandono, a volte con genitori assassinati... Tra di essi ci sono anche dei musulmani!

Romina e Giulia, operatrici di origine italiana, dirigono l'orfanatrofio, coadiuvate da altri collaboratori e volontari. Al mattino i bambini frequentano la scuola statale, per il resto della giornata svolgono attività in casa. E' un'opera meritevole, ma che può continuare a sussistere solamente grazie all'aiuto di molti benefattori, coadiuvati dalla ASCS, una ONG scalabriniana, che collabora anche nello Scalabrini Centre.

Scalabrini Centre (Commercial St 43-47). Un edificio a tre piani situato nel centro di Cape Town, a pochi metri dal Parlamento e dalla Cattedrale. In esso si svolgono attività di carattere sociale e culturale rivolte ai rifugiati provenienti per lo più dal Congo e dall'Angola. Pratiche burocratiche, documentazione, scuola d'inglese, corsi di informatica, sartoria, pasti caldi... sono alcune delle iniziative che operatori e volontari organizzano nel Centro, coadiuvati dai missionari scalabriniani.

Stella Maris: è un edificio a due piani dentro il recinto del Porto. In esso si svolgono le attività a favore dei marinai. Responsabile è P. Gerardo Garcia insieme ad un diacono permanente. La maggior parte dei marinai è di origine filippina, vietnamita, cinese...! Vi si celebra la Santa Messa ogni sabato sera. Per il resto della settimana, il centro è un luogo d'incontro per i marinai.

P. Gerardo dirige anche la Scalabrini House of Studies a Woodstock. Ospita giovani desiderosi di conoscere il carisma scalabriniano e propensi ad iniziare un cammino di formazione nella Congregazione scalabriniana. Sono giovani africani che pensano di mettere la loro vita a servizio di altri africani.

"Dipende da voi / è nelle vostre mani rendere il nostro mondo migliore per tutti"
"It is in your hands to make of our world a better one for all" - Nelson Mandela