Presenza scalabriniana in Inghilterra

In Inghilterra i misssionari scalabriniani iniziano la loro presenza presso le comunità italiane nel lontano 1954 a Bedford, per poi espandersi nell'area di Peterborough (1957) e nel 1966 a Londra, precisamente nella diocesi di Southwark.

Nel 1971 l'attenzione pastorale si estende alle comunità del Surrey e del Sussex, stabilendo una posizione pastorale a Woking, dopo si era stabilita una comunità italiana, in particolare siciliana.

Tra i nostri pionieri in questa stressante ed entusiasta opera di espansione si ricordano in particolare Ugo Cavicchi, Giambattista Sacchetti, Angelo Susin, Silvano Bertapelle, Giovanni Alessi, Luigi Bertollo, Alberto Vico e Mario Dalla Costa.

Nel 1983 per opera di P.Alberto Vico viene aperta Villa Scalabrini, una casa di riposo per anziani italiani situata a Shenley nella contea dell'Hertfordshire. Già dagli anni '60, per venire incontro alle continue migrazioni di giovani a Londra, inizia la sua attività un ostello femminile con l'accompagnamento umano e spirituale delle Suore Dorotee di Bergamo (www.casascalabrini.it) e un asilo per i bambini italiani. Dal 1948 il giornale "La Voce degli Italiani" spiega la sua azione di collegamento, di informazione e di sponsorship per una comunità italiana sempre viva e dinamica.

Alla comunità italiana di Londra si aggiunge dal 2.000 una comunità filippina e dal 2005 una comunità portoghese, prevalentemente di provenienza dall'isola di Madeira. Si ritrovano ogni fine settimana al Centro Scalabrini di Brixton Road per celebrare, riflettere o condividere anche momenti conviviali e folclorici.

La missione degli scalabriniani in questo modo non solo continua tra gli italiani, ma si apre a nuove comunità di migranti nello spirito dell'apertura all'altro, alla sua differenza e alle sue ricchezze umane e spirituali. Essa tende a diventare in una società multiculturale a volte contrapposta come quella inglese un luogo di comunione e di incontro tra uomini e culture differenti. Tramite momenti o iniziative vissuti insieme come processioni, celebrazioni intercomunitarie, incontri... si dà vita a una pastorale intercomunitaria tra migranti, in nome di un carisma che si fa segno dei valori del regno di Dio.