Panorama migratorio attuale

mitaly.rL’Italia sta conoscendo una nuova fase nella sua storia migratoria: a partire dagli anni ’80, il Paese è progressivamente diventato meta di immigrati oltre che patria di emigranti, con una sensibile accelerazione del processo negli ultimi anni. Attualmente il tasso di crescita della presenza di immigrati è - insieme al quello della Spagna - il più alto d’Europa. Anche nello scenario di crisi economica e occupazionale, delineatosi alla fine del 2008 e rafforzatosi nel corso del 2009, i flussi non sono diminuiti: l’aumento della popolazione immigrata è stato di 458'644 unità rispetto al 2008. I cittadini stranieri residenti - dei quali il 54% proviene da paesi europei - incidono tra il 6,5% (residenti) e il 7,2% (totale presenze regolari) sull’intera popolazione. Il processo di integrazione dei nuovi arrivati avviene perlopiù attraverso l’inserimento lavorativo: un contributo importante viene dato anche dalle associazioni etniche e dal volontariato locale oltre che dalla chiesa cattolica. Nel 2009 l'Italia ha ricevuto 17'603 richieste d'asilo politico, in netto calo rispetto al 2008 (31'097).

Tendenze della politica migratoria

La riforma della legge della cittadinanza (1992) ha introdotto delle facilitazioni per i discendenti degli italiani all’estero, ha ridotto da 5 a 4 gli anni di residenza in Italia richiesti ai cittadini dell’Unione Europea e raddoppiato da 5 a 10 quelli necessari ai cittadini extracomunitari per ottenere il passaporto italiano.

Accanto alle quote annuali di ammissione, le sanatorie costituiscono il principale strumento di politica migratoria. Ne sono state realizzate 6 in 22 anni: l’ultima è del settembre 2009. Si calcola che negli ultimi 10 anni siano stati regolarizzati in questo modo circa 1,2 milioni di clandestini e che la maggior parte dei migranti, oggi regolarmente residenti in Italia, abbia vissuto almeno per un certo tempo nella clandestinità. Di fronte ad un panorama sociale, culturale e religioso sempre più diversificato nel Paese, il cosiddetto “pacchetto sicurezza” (legge 94/2009) si è occupato dell’immigrazione esclusivamente con misure di carattere restrittivo. Il Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra Italia e Libia consente di respingere nei porti libici - non senza le proteste di associazioni umanitarie e dell'UNHCR - centinaia di persone tra le quali anche eritrei e somali, potenziali aventi diritto d’asilo.

Statistiche

La distribuzione per sesso degli stranieri residenti risulta nel complesso piuttosto equilibrata ma tra i cittadini provenienti da Ucraina, Polonia, Moldavia, Perù, Ecuador e Filippine la prevalenza femminile è netta e trova riscontro nell’alto numero di donne da questi paesi impiegate in attività di lavoro domestico o di assistenza presso le famiglie. Al contrario prevalgono decisamente gli uomini tra i migranti nordafricani. Cresce il numero degli appartenenti alle “seconde generazioni” (519'000 stranieri nati in Italia, rilevazione a fine 2008). Dal punto di vista territoriale gli stranieri risiedono prevalentemente nel nord e nel centro del Paese (complessivamente l'87,2%). Per quanto concerne la protezione internazionale, l’Italia, rimasto a lungo solo un paese di transito, è divenuta di recente paese di destinazione per i richiedenti asilo. Il numero di rifugiati complessivamente accolti è ancora di molto inferiore a quello di Germania, Regno Unito, Francia o Paesi Bassi.

Cittadini stranieri alla fine del 2008: 3'891'295, 6,5% della popolazione totale (comprese le presenze regolari non ancora registrate in anagrafe: circa 4'330'000, dei quali 3 milioni occupati). Oltre alle prime 10 nazionalità (vedi tab.) consistente è la presenza di immigrati dall'America centro-meridionale (298'860), di cui 80'070 ecuadoriani e 77'629 peruviani.

italia

Rifugiati: in Italia vivono 54'965 titolari di una protezione internazionale (UNHCR, 2009).

Immigrati irregolari: la stime indicano la presenza di 651-740 mila irregolari.

Italiani all’estero (dati Aire, 2009): 3'915'767, di cui 2'184'534 in Europa, 1'520'652 in America, 126'413 in Oceania, 51'232 in Africa e 32'936 in Asia. I primi 5 paesi nella graduatoria dei principali luoghi di residenza sono: Germania (616'407), Argentina (593'520), Francia (358'541), Brasile (263'700), Belgio (244'649), USA (205'886).

Alcuni studiosi ritengono che nel mondo vivano oltre 56 milioni di discendenti italiani. Il numero maggiore vive in America Latina. In Brasile risiedono oltre 25 milioni di cittadini di discendenza italiana. Segue il Nord America con 19 milioni. Comunità molto consistenti sono presenti in Europa, in particolare in Francia, Svizzera e Germania. Altre comunità assai numerose vivono in Australia e Venezuela.

Documenti principali della Chiesa cattolica in Italia sulle migrazioni:

  • Episcopato italiano, Lettera collettiva Il problema delle emigrazioni, 1962.
  • Commissione episcopale per le migrazioni e il turismo, Stranieri dal Terzo Mondo. I nuovi poveri tra noi e il nostro impegno, 1982.
  • Commissione ecclesiale “Giustizia e Pace”, Nota pastorale Uomini di culture diverse: dal conflitto alla solidarietà, 1990.
  • Commissione ecclesiale per le migrazioni, Orientamenti pastorali Ero forestiero e mi avete ospitato, 1993.
  • Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana, Tutte le genti verranno a Te. Lettera del Consiglio Episcopale Permanente alle comunità cristiane su migrazioni e pastorale d'insieme, 2004.
  • Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana, Tutte le genti verranno a te. Lettera alle comunità cristiane su migrazioni e pastorale d'insieme, 2005.

Per ulteriori documenti vedi:

G. G. Tassello (a cura di), Enchiridion della Chiesa per le migrazioni. Documenti magisteriali ed ecumenici sulla pastorale della mobilità umana (1887-2000), EDB, Bologna 2001.

Organismo ecclesiale per la pastorale migratoria:

  • Commissione Episcopale per le Migrazioni
  • Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana

sito: www.chiesacattolica.it/cci_new_v3/s2magazine/index1.jsp?idPagina=41

pubblicazioni regolari: rivista Servizio Migranti

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