Panorama migratorio attuale
In Spagna la popolazione nata all'estero rappresentava nel 2000 il 4,9% e nel 2008 il 14,1% della popolazione totale: si tratta dell'aumento più forte di popolazione straniera in un breve periodo di tempo registrato da un paese OECD dalla II Guerra Mondiale ad oggi. Attualmente l'immigrazione ha, però, subito un rallentamento in seguito alla crisi economica. La disoccupazione tra gli stranieri ha raggiunto nel 2009 quota 29,7% (21,3% nel 2008). Nell'insieme si può stimare tra il 2007 e il 2008 un calo del 50% dei nuovi arrivi e un aumento del 15% delle partenze. Il flusso in entrata è stato di 116 mila persone per motivi di lavoro da paesi non comunitari e di 200 mila persone giunte grazie alla libera circolazione dei cittadini UE (soprattutto da Romania e Bulgaria). Gli arrivi di cittadini UE sono diminuiti di meno rispetto a quelli dei cittadini di paesi terzi; d'altra parte, gli immigrati comunitari hanno visto un aumento del 50% dei rientri in patria: ciò indica che la libertà di movimento favorisce il rimpatrio degli immigrati in caso di aumento della disoccupazione.
Le richieste di asilo politico sono state 4'517 nel 2008, con un calo del 40% rispetto al 2007.
Tendenze della politica migratoria
La Spagna è stata caratterizzata per 500 anni dall'emigrazione, in particolare verso l'America Latina. Il picco massimo è stato raggiunto all'inizio del XX secolo. Dopo la II Guerra Mondiale gli spagnoli sono emigrati maggiormente verso i paesi dell'Europa nord occidentale, mantenendo un'elevata propensione al rimpatrio soprattutto nell'età della pensione. Le ripetute crisi economiche nei paesi dell'America Latina hanno causato dalla metà degli anni '90 l'aumento dei flussi di ritorno anche da oltreoceano. Dagli anni '80 è andata crescendo l'immigrazione di cittadini stranieri e la Spagna si è trasformata decisamente in un paese d'immigrazione. I vari governi si sono occupati inizialmente di gestire i forti flussi di immigrazione irregolare, anche utilizzando lo strumento delle regolarizzazioni. Più di recente ha preso avvio una politica per l'integrazione. Nel 2000 è entrata in vigore una legge organica sull'immigrazione e dal 2005 è stato creato un fondo per l'integrazione. Le varie misure sono confluite nel Piano strategico per la cittadinanza e l'integrazione 2007-2010. A questi tentativi di gestire in modo pragmatico e flessibile il fenomeno migratorio ha fatto riscontro una maggiore severità nel controllo delle frontiere e nella lotta all'immigrazione irregolare.
Statistiche
Secondo i dati del 2010, i cittadini comunitari rappresentano il 40,7% degli immigrati: tra loro troviamo persone dai paesi dell'Europa nord occidentale che intendono trascorrere l'età della pensione in un clima più mite ed europei dell'est e portoghesi che immigrano per lavoro. Il 28,41% degli stranieri sono latinoamericani, che hanno dominato i flussi in entrata più recenti. Gli africani rappresentano il 20,81% degli immigrati, con una netta prevalenza dei marocchini, ma anche una crescente presenza dall'Africa subsahariana (Nigeria, Senegal). Nella popolazione straniera non sono calcolati quei latinoamericani che, a motivo della loro origine spagnola, hanno potuto ottenere la cittadinanza. La legge è stata, in effetti, più volte modificata, soprattutto con l'intento di facilitare ai discendenti di spagnoli (fino alla terza generazione) l'acquisizione della nazionalità spagnola.
Cittadini stranieri nel 2010: 4.744.169 su 40,5 milioni di abitanti (12% della popolazione).
Prime dieci nazionalità:

Rifugiati: in Spagna vivono 3'970 persone titolari di un permesso di protezione internazionale (UNHCR 2009).
Immigrati irregolari: stime del 2009 indicano la presenza di 300-390 mila irregolari.
Spagnoli all'estero: nel periodo 1850-1950, 3,5 milioni di spagnoli sono emigrati nelle Americhe. L'Argentina ha accolto più di 1,5 milioni di spagnoli, altri hanno raggiunto l'Uruguay, il Brasile e Cuba. Anche il Nord Africa è stato meta dell'emigrazione spagnola. Nel corso del XX secolo sono partiti circa 6 milioni di spagnoli: fino agli anni '30 l'80% degli emigranti si è diretto verso le Americhe e dagli anni '50 fino alla metà degli anni '70 il 74% ha raggiunto il Nord d'Europa. Secondo il censimento del 2001 gli spagnoli erano così ripartiti nei vari continenti: 638'419 in Europa, 612'190 nell'America Centro-Meridionale, 122'731 nell'America del Nord, 13'244 in Africa, 9'713 in Asia. Secondo il Censo Electoral del 2010 risiedono all'estero 1'362'830 spagnoli, distribuiti principalmente nei seguenti paesi: Argentina (299.780), Francia (163.099), Venezuela (137.856), Germania (84.959), Brasile (77.128), Svizzera (72.565), Messico (66.376).
Documenti principali della Chiesa cattolica in Spagna sulle migrazioni:
- LXI Asamblea Plenaria de la Conferencia Episcopal Española, Pastoral de las Migraciones en España, 1994.
- XC Asamblea Plenaria de la Conferencia Episcopal Española, La Iglesia en España y los inmigrantes. Reflexión teológico-pastoral y Orientaciones prácticas para una pastoral de migraciones en España a la luz de la Instrucción Pontificia Erga migrantes caritas Christi, 2007.
Organismo ecclesiale per la pastorale migratoria:
- Comisión Episcopal de Migraciones
sito: www.conferenciaepiscopal.es/migraciones/default.htm
Schede elaborate dallo CSERPE




