msafrica.rLa popolazione della repubblica del Sud Africa è eterogenea: gli africani neri costituiscono circa il 79% dei 49 milioni di abitanti ed appartengono a diverse etnie tra cui Zulu, Xhosa, Ndebele, Tswana, Pedi, Sotho e Swazi, o sono immigrati recentemente da altri paesi africani, in particolare dallo Zimbabwe e dalla Nigeria. La popolazione bianca (9,5% - stima del 2007) è composta dai discendenti dei colonizzatori olandesi, francesi, inglesi e tedeschi che cominciarono ad arrivare dal XVII secolo, e dagli immigrati europei giunti in Sud Africa nel XX secolo, in particolare portoghesi che avevano abbandonato le ex-colonie dell'Angola e del Mozambico. La popolazione meticcia costituisce l’8,9% del totale. Il rimanente 2,4% è composto da ‘indiani o asiatici’, discendenti degli indiani giunti in Sud Africa come “indentured workers and traders” alla metà del XIX secolo. Vi è anche una comunità di origine cinese di circa 100.000 persone.

Immigrazione in Sud Africa

Prima del 1990, la maggior parte degli immigrati regolari proveniva dall’Europa. Il censimento del 2001 registra la presenza di 687.679 immigrati di altre nazioni africane aderenti al SADC (Comunità di Sviluppo dell'Africa Meridionale: Angola , Botswana, Rep. Dem. del Congo, Lesotho Madagascar, Malawi, Mauritius, Mozambico, Namibia, Seychelles, Sud Africa, Swaziland, Tanzania, Zambia, Zimbabwe) e 228.314 dall’Europa, tra cui 29.742 italiani. Nel 2001 gli immigrati costituivano il 2,3% del totale della popolazione sudafricana.

Politiche migratorie

Prima del 1994 la politica migratoria era ancora basata sulle leggi discriminatorie dell’Aliens Control Act da cui risultava che “immigrati” erano solo quelle persone capaci di assimilarsi alla popolazione bianca. Per definizione, pertanto, gli africani non potevano essere considerati migranti. Giungevano in Sud Africa o come irregolari o come lavoratori temporanei attraverso accordi bilaterali tra il governo e i paesi vicini. Erano reclutati in prevalenza giovani di sesso maschile, obbligati a rientrare nei loro paesi dopo uno o due anni di permanenza. Dopo il 1994, il governo del Sud Africa si è impegnato a formulare una nuova politica migratoria. Nel 2002 è stato approvato l’Immigration Act, entrato in vigore nel 2005 dopo otto anni di estenuanti negoziati tra i partiti. La nuova legge mira ad attirare soprattutto immigrati qualificati, impegna il governo a debellare le radici della xenofobia nella società, ma introduce anche misure draconiane contro i clandestini attraverso quella che viene definita "community policing" (cioè un invito alla popolazione locale a denunciare i casi sospetti).

Manodopera straniera nelle miniere d’oro del Sud Africa 1990-2006
Anno
Sud Africa
Botswana
Lesotho
Mozambico
Swaziland
% stranieri
Totale
1990
199.810
14.609
99.707
44.590
17.757
47
376.473
1991
182.226
14.028
93.897
47.105
17.393
49
354.649
1992
166.261
12.781
93.519
50.651
16.273
51
339.485
1993
149.148
11.904
89.940
50.311
16.153
53
317.456
1994
142.839
11.099
89.237
56.197
15.892
55
315.264
1995
122.562
10.961
87.935
55.140
15.304
58
291.902
1996
122.104
10.477
81.357
55.741
14.371
58
284.050
1997
108.163
9.385
76.361
55.879
12.960
59
262.748
1998
97.620
7.752
60.450
51.913
10.336
57
228.071
1999
99.387
6.413
52.188
46.537
9.307
54
213.832
2000
99.575
6.494
58.224
57.034
9.360
57
230.687
2001
99.560
4.763
49.483
45.900
7.841
52
207.547
2002
116.554
4.227
54.157
51.355
8.698
50
234.991
2003
113.545
4.204
54.479
53.829
7.970
51
234.027
2004
121.369
3.924
48.962
48.918
7.598
47
230.771
2005
133.178
3.264
46.049
46.975
6.993
43
236.459
2006
164.989
2.992
46.082
46.707
7.124
38
267.894
Fonte: Ufficio del Lavoro (TEBA)

Migrazioni non autorizzate

Accanto all’immigrazione regolare, qualcuno ipotizza la presenza di 3-6 milioni di persone in situazione irregolare. Stime più attendibli parlano oggi di un milione di immigrati irregolari.

Questa categoria di persone è sempre stata parte integrante della storia del Sud Africa. Lo spostamento di lavoratori dalle nazioni vicine verso il Sud Africa ha avuto inizio nel XIX secolo con lo sviluppo industriale delle miniere aurifere e diamantifere. Anche molte grandi aziende agricole hanno tratto e traggono beneficio da questa popolazione. Da ricerche recenti si evince come l’81% della popolazione adulta del Lesotho sia stata in Sud Africa, l’83% abbia genitori e il 51% nonni che hanno lavorato in Sud Africa. Nel caso del Mozambico abbiamo rispettivamete il 29%, il 53% e 32% dei casi mentre per lo Zimbabwe il 23%, il 24% e il 23%. La tolleranza da parte del governo verso la manodpera straniera irregolare viene meno drasticamente negli anni ’90 quando la disoccupazione colpisce il 30% della popolazione attiva: segue una chiusura delle frontiere e si registrano crescenti movimenti xenofobici. Dal 1994, il Sud Africa ha rimpatriato più di un milione di lavoratori clandestini. Solo nel 2006 sono stati arrestati ed espulsi 260.000 immigrati irregolari. Tuttavia l’arrivo di clandestini continua non solo da Mozambico, Zimbabwe, Lesotho, e Malawi – che costituiscono i principali paesi di provenienza – ma anche da altre nazioni africane, dalle Americhe e dall’Asia. Il Sud Africa è oggi anche un paese di accesso o di transito per la tratta di esseri umani, in particolare donne e ragazze dal Mozambico, ma anche da paesi asiatici e dell’Europa orientale, e di bambini soprattuto dal Lesotho.

Rifugiati e richiedenti asilo

Sulla base dell’Aliens Control Act, in vigore durante il regime dell’Apartheid, il Sud Africa non riconosceva ad alcuno fino al 1993 lo status di rifugiato. Dei 350 mila profughi mozambicani giunti in Sud Africa negli anni ’80 il 20% fece rientro in patria al termine della guerra civile, mentre i più rimasero irregolarmente in Sud Africa fino al 2001, quando il governo concesse loro il permesso di soggiorno permanente.

Dopo il 1993 con la sottoscrizione della Convenzione ONU relativa allo status dei rifugiati del 1951, del relativo Protocollo del 1967 e della Convenzione OUA (Organizzazione dell’Unità Africana) sui rifugiati del 1969 il Sud Africa è divenuto uno dei principali paesi di destinazione per molti richiedenti asilo africani. Nel 1998 è stato approvato il Refugee Act, entrato in vigore nel 2000, il quale regola le varie procedure di ammissione. Dal 1994 al 2004 sono state depositate 160.000 domande di asilo. Nel 2006 le nuove richieste di asilo sono state 53.400 e nel 2007 45.673: un numero superiore a quello degli USA. Persone provenienti dalla Somalia, dalla Repubblica Democratica del Congo e dall’Angola godono di un alto tasso di accettazione, mentre persone da altri paesi africani sono in prevalenza respinte. Il governo ha stabilito sei centri di accoglienza nelle principali città del paese, ma dato l’elevato numero di richieste, essi risultano insufficienti. L’UNHCR sta cercando di aiutare il Sud Africa ad adeguare la sua legislazione ai nuovi bisogni ed intende anche avvalersi del Sud Africa per garantire protezione ai gruppi più vulnerabili. Nel 2008 i richiedenti asilo ammontavano a 207.200, rendendo il Sud Africa uno dei paesi con il più elevato numero di richiedenti asilo nel mondo. Di questi, 122.660 provenivano dallo Zimbabwe, 18.160 dal Malawi e 11.350 dall’Etiopia.

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Richiesta di asilo in Sud Africa per nazione di origine dal 1994 al 2004
Nazione
Domande
Numero
%
Africa
Repubblica Democratica del Congo*
24.808
15,7
Somalia
14.998
9,5
Angola*
12.192
7,7
Nigeria
12.219
7,7
Kenya
10.553
6,7
Zimbabwe*
6.857
4,3
Etiopia
6.537
4,1
Tanzania*
4.821
3,1
Senegal
4.724
3,0
Burundi
4.570
2,9
Congo-Brazzaville
3.823
2,4
Malawi*
2.765
1,8
Rwanda
2.167
1,4
Ghana
2.114
1,3
Camerun
2.011
1,3
Costa d’Avorio
1.006
0,6
Asia
Pakistan
12.576
8,0
India
10.472
6,6
Bangladesh
4.173
2,6
Cina
2.846
1,8
Europa
Bulgaria
1.616
1,0
Altri
10.098
6,4
Totale
157.946
100
* Nazioni aderenti al SADC
Fonte: Ministero dell’Interno.

Emigrazione dal Sud Africa

Un numero abbastanza consistente di cittadini sudafricani è emigrato, in prevalenza bianchi. Secondo i dati dell'OCSE, i paesi con il maggior numero di immigrati sudafricani sono: Regno Unito (141.405, stima al 2001), Australia (104.134, censimento del 2006), USA (68.290, stima 2000), Canada (37.680, stima 2001) e Nuova Zelanda (55.000, stima 2010). Vi sono comunità più piccole di sudafricani in Portogallo, Paesi Bassi, Grecia e Irlanda.

Documenti principali della Chiesa cattolica in Sud Africa sulle migrazioni:

Segnaliamo alcuni documenti concernenti soprattutto il processo di rappacificazione tra le varie componenti della popolazione sudafricana e la preoccupazione dei Vescovi per la tratta di esseri umani. Per spunti di pastorale migratoria, occorre fare riferimento alla documetazione prodotta durante gli incontri delle assemblee dei vescovi africani anglofoni o francofoni.

  • Southern African Catholic Bishops’ Conference, Pastoral Letter on Race Relations, 2003.
  • Justice and Peace Department of the Southern African Catholic Bishops’ Conference, Race Relations and the Catholic Church in South Africa. A decade after apartheid, 2005.
  • Southern African Catholic Bishops’ Conference, Pastoral Letter "Fighting human trafficking. Our Christian responsibility", 2008.

Organismo ecclesiale per la pastorale migratoria:

  • Pastoral Care for Migrants and Refugees

sito: www.sacbc.org.za/Site/index.php?option=com_content&view=article&id=54:pastoral-care-of-migrants-and-refugees&Itemid=75

Schede elaborate dallo CSERPE

Tab. 1 – Richiesta di asilo in Sud Africa per nazione di origine dal 1994 al 2004

Nazione

Domande

 

 

Numero

%

Africa

 

 

Repubblica Democratica del Congo*

24.808

15,7

Somalia

14.998

9,5

Angola*

12.192

7,7

Nigeria

12.219

7,7

Kenya

10.553

6,7

Zimbabwe*

6.857

4,3

Etiopia

6.537

4,1

Tanzania*

4.821

3,1

Senegal

4.724

3,0

Burundi

4.570

2,9

Congo-Brazzaville

3.823

2,4

Malawi*

2.765

1,8

Rwanda

2.167

1,4

Ghana

2.114

1,3

Camerun

2.011

1,3

Costa d’Avorio

1.006

0,6

Asia

 

 

Pakistan

12.576

8,0

India

10.472

6,6

Bangladesh

4.173

2,6

Cina

2.846

1,8

Europa

 

 

Bulgaria

1.616

1,0

Altri

10.098

6,4

Totale

157.946

100

* Nazioni aderenti al SADC
Fonte: Ministero dell’Interno.