Era presente anche il Superiore regionale, padre Gianni Borin, e il suo consiglio, riuniti in questi giorni nella capitale. Fonte ispiratrice è stato il progetto regionale più volte evocato dal superiore, nel quale si sottolinea esplicitamente come

nei contesti multietnici che caratterizzano soprattutto le grandi metropoli, intendiamo realizzare dei "centri integrati”, ovvero delle presenze scalabriniane qualificate, che dispongano di tutti gli strumenti per un approccio integrato e integrale delle migrazioni, che possano contemplare l’azione pastorale per vari gruppi linguistico-culturali, lo studio e la ricerca, i media, l’advocacy e la cooperazione allo sviluppo, l’animazione giovanile e vocazionale e la promozione dei laici.

Alcune città dove si sta attuando questo dinamismo missionario sonoLondra, Parigi, Francoforte, Basilea, Ginevra, Milano, Cape Town e Johannesburg

Tra le cappellanie latino-americana e filippina, la parrocchia territoriale di val Melaina, il Centro Studi, il SIMI, il Seminario teologico, l’ufficio Media, l’Archivio Generale, il lavoro nel Pontificio Consiglio dei Migranti e Itineranti, la docenza nelle università pontificie, il contributo giovanile e artistico di Scalamusic e l’Ufficio di Cooperazione allo Sviluppo sembra proprio che gli scalabriniani a Roma siano pronti per compiere questa nuova sfida missionaria

Unire le forze e le motivazioni della presenza scalabriniana romana sono alcuni degli ingredienti fondamentali che incontri,come quello appena avvenuto, possono certamente contribuire ad accrescere.

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