Commentando il messaggio di papa Francesco per l'occasione, monsignor Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione, sottolinea che richiamare “la maternità della Chiesa non significa dare un tono romantico alla pastorale delle migrazioni, ma significa rinnovare la necessità di costruire nelle nostre comunità laboratori di accoglienza, incontro, convivenza e che esprimano la strada per superare discriminazioni e contrapposizioni ed educare a costruire ponti, un mondo senza frontiere”. 

Messaggio di papa Francesco

«Il Signore dice: “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi” (Mt 25,35-36). Missione della Chiesa, pellegrina sulla terra e madre di tutti, è perciò di amare Gesù Cristo, adorarlo e amarlo, particolarmente nei più poveri e abbandonati; tra di essi rientrano certamente i migranti ed i rifugiati, i quali cercano di lasciarsi alle spalle dure condizioni di vita e pericoli di ogni sorta.

Pertanto, quest’anno la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato ha per tema: Chiesa senza frontiere, madre di tutti. (...)

La Chiesa senza frontiere, madre di tutti, diffonde nel mondo la cultura dell’accoglienza e della solidarietà, secondo la quale nessuno va considerato inutile, fuori posto o da scartare. Se vive effettivamente la sua maternità, la comunità cristiana nutre, orienta e indica la strada, accompagna con pazienza, si fa vicina nella preghiera e nelle opere di misericordia».

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Eventi scalabriniani per la Giornata Mondiale del Migrante

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