A dire il vero, e i relatori lo hanno chiarito ai presenti fin dall’inizio, scuola e Terzo settore non sembrano avere alcun tipo di dialogo in corso: 17% è il tasso di abbandono rilevato nel 2013, una cifra ancora troppo alta se paragonata all'obiettivo – il 10% – tabilito dall'UE per il 2020.

La ricerca LOST - Dispersione scolastica: il costo per la collettività e il ruolo di scuole e Terzo settore, presentata sabato 7 febbraio a Montecchio Maggiore, ha esaminato quattro città (Milano, Roma, Napoli e Palermo) e ha indagato quanto sia grave e inevitabilmente quanto costi un tale fenomeno al nostro paese.

Centro-Nord sono le aree più colpite mentre il Sud, per una volta, ne esce con la testa più alta della media italiana. Tale dato sembra dovuto alla maggiore presenza di alcune categorie di early school leavers proprio nelle regioni centro e settentrionali. Il fenomeno, che incide dal 1,3 % al 6,8% del Pil, colpisce tutti i ragazzi e non solo nella scuola superiore, da un profilo di fragilità sempre più diffuso e che tocca anche i giovani nati all'estero e trasferitisi in Italia.

La testimonianza di alcuni istituti comprensivi di rappresentanti del Terzo settore, come il Cestim di Verona, ha permesso uno sguardo su casi locali specifici, tra i quali di particolare interesse il lavoro con i minori figli di genitori stranieri. Monsignor Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes, ha sottolineato che la dispersione, complice la crisi economica, va di pari passo con la mobilità interna al paese, raddoppiata rispetto al passato assieme alla mobilità in zona europea. Una comunità educante è perciò sempre più urgente per affrontare con sguardo lungimirante anche il problema dibattuto nel convegno. Una revisione dei programmi scolastici, incarnati sulla sfaccettata situazione demografica attuale, il tener conto dei complessi ricongiungimenti familiari e dei tempi degli stessi quasi mai omologabili con i tempi di inizio della scuola sono altri punti scottanti che monsignor Perego ha sollevato.

Tra chi riconosce il dato di fatto e chi ignora del tutto il problema, la denuncia che emerge dal convegno è che enti e scuole operano su binari paralleli senza alcuna prassi di collaborazione. Tra le cause, il mancato riconoscimento di professionalità del Terzo settore da parte dei docenti. Chi opera con i ragazzi a rischio di abbandono sembra essere però, e in larga parte, proprio il mondo dell’associazionismo, che in numerose attività di doposcuola eroga un volume di attività enorme e di tutto rispetto se paragonato a quanto svolge l'Ente pubblico.

Padre Gabriele Beltrami

 
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