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in sud Africa, per una due giorni di confronto sul lavoro scientifico che ogni area svolge e i progetti in comune da mettere in atto.

L'incontro precede la prima conferenza sulla migrazione che il neonato centro studi sudafricano, il SIHMA, ha organizzato il 3 dicembre presso l'Università del Western Cape di Città del Capo.

Se si considera che il primo dei centri ha già superato i primi cinquant'anni, seguito a ruota da quello di New York, Basilea, Parigi, San Paolo, Buenos Aires, Manila e Città del Capo, è chiaro che lo studio del fenomeno migratorio è un impegno ed investimento notevoli che la Congregazione ha operato nell'orizzonte di una cura integrale dell'umanità migrante.

Aspetti pastorali, accanto a tematiche sociali e politiche, sono gli ambiti di ricerca ordinariamente sotto la lente di ingrandimento della ricerca dei centri che, in un paio di casi hanno potuto essere realizzati nelle medesime strutture che accolgono già migranti e rifugiati.

Riviste, stampate o nella forma digitale, sono il frutto di eccellenza prodotto da ogni area geografica, riconosciuto tra i più qualificati da varie università in giro per il mondo.

Accanto a questo la sfida maggiore è il lavoro in rete già iniziato e che questo incontro ha lo scopo di fortificare attraverso l'adesione dei partecipanti a progetti comuni.

In questo senso gioca un ruolo di coordinamento il SIMN, network scalabriniano che agisce in favore dei migranti nel quadro della società civile. Questo strumento è chiamato a creare una mappa dei progetti di congregazione e sostenere ogni area, se richiesto, nella elaborazione stessa dei progetti, anche a Lungo termine, secondo strategie modulate caso per caso, individuando anche i potenziali donatori che li sostengano.
Tra le linee operative emerse nella due giorni i referenti di area hanno puntato, ad esempio, sulla realizzazione di mappature di determinati paesi, esaminandone le politiche migratorie e tenendo in conto non solo la relazione ai numeri o ai problemi, bensì, piuttosto, concentrandosi sulle persone.

Una valutazione che evidenzi anche l'eticità delle politiche stesse, nel rispetto dei diritti umani, della dignità e sviluppo della persona, secondo i criteri di corresponsabilità e la solidarietà, esplicita l'approccio globale ad un tema cruciale e quanto mai attuale.
"Fare dell'emigrazione una opportunità" è stato uno dei lemmi comuni lanciati durante l'incontro, intendendo con esso il contributo positivo che la mobilità umana è in grado di realizzare per edificare una società moderna anche secondo il piano di Dio, come si esprimeva il beato Giovanni Battista Scalabrini.

Padre Gabriele Beltrami

Scalabrinian Network of the Center for Migration Studies:

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