Traffico di migranti: non bastano i controlli alle frontiere. Il caso dell’Africa Orientale Nell’ultimo numero dell’African Human Mobility Review uno studio sui processi di migrazione tra Etiopia e Sudan mostra perché il contrabbando prospera nelle zone di confineA partire dagli anni Novanta, le migrazioni clandestine di lavoratori dalle città e dai villaggi etiopi verso Khartoum, in Sudan, attraverso le città di confine di Metema, sul versante etiopico, e Galabat, sul lato sudanese, sono emerse significativamente. Non è ben chiaro il contributo dei vari attori nel plasmare tale processo migratorio né come il contrabbando di esseri umani possa sostenersi nonostante l’aumento degli sforzi di controllo da parte dello stato.

Esaminando i processi di migrazione e le pratiche di intermediazione che collegano l’Etiopia e il Sudan, uno studio pubblicato dall’African Human Mobility Review (AHMR) giunge alla conclusione che la migrazione di contrabbando prospera nelle zone di confine poiché gli attori estendono i guadagni del contrabbando alla comunità locale economicamente svantaggiata, generando un sostegno sociale e comunitario per l’attività illegale.

La rigidità alle frontiere non ferma le migrazioni

Traffico di migranti: non bastano i controlli alle frontiere. Il caso dell’Africa Orientale Nell’ultimo numero dell’African Human Mobility Review uno studio sui processi di migrazione tra Etiopia e Sudan mostra perché il contrabbando prospera nelle zone di confineNon si può pensare che il contrabbando sia organizzato da organizzazioni criminali staccate dal territorio, sostiene lo studio Social Embeddedness of Human Smuggling in East Africa: Brokering Ethiopian Migration to Sudan, condotto da Tekalign Ayalew e Fekadu Adugna (docenti di Social Anthropology all’Addis Ababa University) e di Priya Deshingkar (ricercatore presso il Sussex Centre for Migration Research).

I contrabbandieri e i loro contatti facilitano il passaggio clandestino dei migranti etiopi attraverso la città di Metema mobilitando il sostegno e le risorse delle comunità locali lungo il confine, corrompendo le guardie di frontiera e sfruttando le loro connessioni etniche, religiose ed economiche lungo le frontiere tra l’Etiopia e il Sudan.

«Le intensificazioni dei controlli alle frontiere – si legge nel documento – non fermano la migrazione clandestina; piuttosto aumentano i rischi, i costi e le vulnerabilità delle migrazioni mentre più attori si uniscono per organizzare la migrazione e i migranti sono costretti a percorrere percorsi non sicuri più lunghi».

L’impegno dell’African Human Mobility Review

Di queste e altre questioni si occupa l’ultimo numero African Human Mobility Review (AHMR), la rivista dello Scalabrini Institute for Human Mobility in Africa (SIHMA) nata per incoraggiare e facilitare lo studio di tutti gli aspetti della mobilità umana in Africa (socio-economici, politici, legislativi e di sviluppo).

Attraverso la pubblicazione di ricerche originali l’AHMR offre un forum globale dedicato all’analisi delle tendenze contemporanee, ai modelli di migrazione e ad alcune delle più importanti questioni connesse alla migrazione.

 

Leggi il numero di settembre-dicembre2018 dell’African Human Mobility Review

Il sito dello Scalabrini Institute for Human Mobility in Africa (SIHMA)

 

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