A Reggio Calabria un nuovo progetto per i migranti vulnerabili Si chiama “Artefici del nostro futuro sulle orme del Beato Giovanni Battista Scalabrini”. L’ha ideato lo scalabriniano padre Bentoglio con alcune cooperative socialiÈ stato recentemente avviato a Reggio Calabria (dove gli scalabriniani sono già presenti con un programma di prima accoglienza) il progetto Artefici del nostro futuro sulle orme del beato Giovanni Battista Scalabrini, un piano d’azione per intervenire in aiuto dei migranti vulnerabili a causa degli abusi subiti durante il viaggio o nei territori della Calabria dopo lo sbarco.

Voluto dallo scalabriniano padre Gabriele Bentoglio, parroco della chiesa dei Santi Filippo e Giacomo in Sant’Agostino, e ideato insieme ai responsabili delle cooperative sociali Demetra e Res Omnia, il progetto ha il sostegno dell’arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, dei missionari scalabriniani, delle missionarie di San Carlo Borromeo e dell’ufficio diocesano Migrantes.

In aiuto dei migranti senza dimora

Per due anni trenta migranti seguiranno un percorso di esperienze sociali e accompagnamento al lavoro in quattro fasi. Nella prima, degli operatori si occuperanno di individuare migranti senza fissa dimora, in condizioni igienico-sanitarie precarie, privi di sostentamento, vittime di violenza e soprusi, a rischio di delinquenza e/o dipendenza. Padre Gabriele Bentoglio: «Finora hanno trovato alloggio alcuni giovani giunti in Italia in età minorile e inizialmente accolti nelle strutture predisposte dalle istituzioni italiane. Ora, però, divenuti maggiorenni, non hanno più accesso ai benefici statali e, quindi, sono sulla strada».

Nella seconda fase si verificheranno la motivazione e le condizioni di effettiva possibilità da parte del singolo soggetto di co-costruire e di realizzare la propria progettualità futura. Insieme al migrante si redigerà il Piano Individualizzato, un documento in continua elaborazione che, partendo dal background personale e culturale del singolo migrante, punterà all’individuazione dei bisogni da soddisfare, delle passioni da coltivare, dei processi e percorsi da attivare per il conseguimento degli obiettivi previsti.

Formazione in agricoltura e zootecnia

Nella terza fase, per ogni singolo soggetto si avvierà il programma di accoglienza presso una delle abitazioni scelte e attrezzate per la realizzazione del Progetto. Ogni abitazione accoglierà un piccolo gruppo di migranti, tutti da avviare a uno specifico settore lavorativo: agricoltura e/o zootecnia. Nei primi mesi di accoglienza i migranti verranno guidati nella corretta gestione della persona e della casa: igiene, cura, pagamento delle utenze, gestione domestica, rapporti di buon vicinato, partecipazione alla vita sociale ecc. Ad ogni migrante verrà assicurata completa assistenza sanitaria, sociale, legale e formativa.

Nella quarta e ultima fase, il migrante verrà inserito in un percorso formativo teorico-pratico della durata di dodici mesi, per agevolare le sue scelte professionali, mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro e l’apprendimento di un mestiere.

 

 

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