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Come nasce il progetto “in dialogo con… gli operatori sanitari”

Nel nostro Progetto Pastorale triennale, nella sezione che riguarda l’anno pastorale in corso (La gioia come comunione), leggiamo: «Come possiamo far sì che il vangelo diventi concretamente uno strumento capace di arrivare al cuore e svegliare le coscienze? Crediamo si debba puntare su una pastorale dell‘incontro, coinvolgente, aggregante e soprattutto stimolante. Evitiamo di appagarci di ciò che abbiamo raggiunto, che pure è tanto, e poniamoci degli obiettivi un po’ più ambiziosi. Allarghiamo lo spettro della nostra azione ad altre e nuove realtà della nostra comunità, non dimenticando di quante e quali risorse disponiamo. Siamo una chiesa dai tanti volti e il nostro impegno dovrebbe tendere ad una sinergica aggregazione (creare rete), avendo come punto di riferimento la cura della persona nella sua complessità e la stessa fede in un unico Dio-Padre”.

Il papa ci dice: “Usciamo, usciamo ad offrire a tutti la vita di Gesù Cristo… Preferisco una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze”» (EG 49).

L’assistenza spirituale negli ospedali e case di riposo nei cantoni di Basilea città (BS) e Campagna (BL) è gestita in modo differente, a seconda delle diverse politiche cantonali. La MCI di Allschwil (BL), per esempio, riceve ogni settimana la lista degli ammalati ricoverati nell’ospedale cantonale, e questo permette alle suore scalabriniane e ai volontari della Missione di visitarli puntualmente. In città la situazione è diversa. A causa della “protezione dei dati”, la nostra parrocchia non può essere informata tempestivamente della presenza di persone di lingua italiana ricoverate nei vari ospedali.

Dall’esperienza abbiamo riscontrato che spesso gli ammalati gradiscono una visita da parte dei sacerdoti o dei volontari, ma non sempre hanno la possibilità di contattarci. A volte, nel caso di persone giunte dall’Italia o dal Ticino per un intervento, nemmeno sanno dell’esistenza della nostra parrocchia e del nostro Gruppo Sostegno Ammalati.

In linea con gli obiettivi del nostro Progetto pastorale triennale e con l’invito di papa Francesco ad andare incontro alle persone bisognose (“alle periferie esistenziali”), vogliamo trovare nuove strade per essere vicini agli ammalati ricoverati negli ospedali e nelle case di riposo presenti nei nostri cantoni, e per questo è nata l’idea di costituire una “rete” con gli Operatori Sanitari (OS) che conosciamo.

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