giulietta romeo scuolaDa L'Emigrato n. 1/2015

Diversità come paradigma dell'identità

Pietro Manca

La buona pratica per assumere un carattere di scientificità ha necessariamente bisogno di essere replicabile: in ambito interculturale vale la medesima idea, se si tratta di attività volte alla implementazione di percorsi formativo-didattici. In questo filone identitario si inserisce la recente pubblicazione stampata sotto l’egida della Fondazione Migrantes di Roma e dell’Ufficio Migrantes della Diocesi di Vicenza. Dopo il volume Prove di Futuro (2012) che presentava un’indagine ad ampio spettro, sulla realtà scolastica vicentina, in particolare, e sulla condizione sociale degli stranieri, in generale nel 2015 si è voluto dare voce a chi, da anni, sperimenta sul campo le migliori azioni educative per rendere efficienti ed efficaci i processi di integrazione sociale e di apprendimento della lingua italiana.

Giulietta e Romeo vanno a scuola insieme presenta le buone pratiche attuate nell’Istituto Comprensivo 2 Alte Ceccato di Montecchio Maggiore (in provincia di Vicenza), «una piccola “città globale” collegata da mille reti al mondo intero e, soprattutto, un formidabile e vitale laboratorio di pratiche interculturali nel cuore del Nordest, un esempio emblematico della portata trasformativa dei fenomeni migratori nei contesti locali» (F. Della Puppa, E. Gelati, p. 53).

Dunque, ancora una volta si scrive e si riflette di prove di futuro; attraverso la metafora dell’amore contrastato da pregiudizi e tradizioni stantie di Giulietta e Romeo gli alunni/cittadini sono chiamati a riscrivere un futuro diverso, migliore, il loro prossimo futuro; quello che già vivono quotidianamente sui banchi di scuola o nei percorsi di formazione professionale. In questo arduo, ma affascinante, compito educativo intervengono a buon titolo gli adulti di riferimento: dirigenti, insegnanti, rappresentanti delle pubbliche istituzioni, famiglie ed educatori; come scrive L. Carpo: «nelle scuole i ragazzi fanno prove di futuro».

La pubblicazione della Migrantes di Vicenza è articolata in due parti: la prima offre uno sguardo ai processi educativi in contesti multiculturali e presenta alcuni saggi di G. Favaro, soprattutto in merito all’insegnamento dell’italiano come L2, importante veicolo di integrazione e socializzazione. La seconda parte, più articolata, ospita le buone pratiche attuate presso l’Istituto Comprensivo 2 Alte Ceccato ed una mappatura della realtà socioculturale realizzata da F. Della Puppa e E. Gelati.

Un ulteriore spazio è occupato dai saggi di V. Ongini, che presenta i vantaggi della scuola multiculturale e di D. Demetrio sulla interdipendenza del lavoro interculturale e narrazione.

La presenza di minori stranieri nelle scuole italiane si è recentemente stabilizzata, anche a causa della crisi economica che ha colpito l’intera Europa e soprattutto il nostro paese. Pertanto, sembra più concretamente realizzabile La via italiana per la scuola interculturale e l’integrazione degli alunni stranieri (2007), offrendo percorsi interculturali e fornendo indicazioni utili al processo di integrazione degli studenti nelle classi.

In tale prospettiva, nelle linee guida si affermava che: «La scuola italiana sceglie di adottare la prospettiva (…) per tutti gli alunni e a tutti i livelli (…). Scegliere l’ottica interculturale significa, quindi, non limitarsi a mere strategie di integrazione degli alunni immigrati (…). Si tratta, invece, di assumere la diversità come paradigma dell’identità stessa della scuola nel pluralismo, come occasione per aprire l’intero sistema a tutte le differenze (di provenienza, genere, livello sociale, storia scolastica)».

Tutto ciò in perfetta sintonia con quanto le Indicazioni Nazionali per il Curricolo 2012 (D.M. 16 novembre 2012, n. 254) evidenziano nella scansione pedagogica del programma di sviluppo del processo di apprendimento nella scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione (ispirandosi alle otto competenze chiave definite dalle Raccomandazioni del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006).

Il merito di Giulietta e Romeo vanno a scuola insieme, pertanto, è quello di far riflettere, ogni buon lettore, sull’impegno e sugli sforzi compiuti (e da continuare a compiere) nell’ambito della integrazione culturale e sociale, per il tramite della scuola, semenzaio di nuovi cittadini capaci, responsabili e solidali; e di replicarne – laddove possibile – le buone pratiche.

 

Giulietta e Romeo vanno a scuola insieme. Prove di Futuro nell'Istituto Comprensivo 2 ad Alte Ceccato – Montecchio Maggiore – Vicenza

Carpo Luciano, De Salvia Michele (a cura di)

Vicenza, Fondazione Migrantes Roma – Migrantes Vicenza, 2015 (132 pp.)

 

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