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7 Giugno 2003
Sudafrica, Formigoni incontra il Nobel Mandela (vai alla news sul portale della Regione) 

Si conclude con successo la missione istituzionale ed economica lombarda
Lombardia Notizie 

Con l'incontro con il Premio Nobel Nelson Mandela, nella sua residenza privata a Houghton, si conclude la missione istituzionale ed economica in Sudafrica del presidente della Regione, Roberto Formigoni. A capo di una delegazione, di cui hanno fatto parte gli assessori all'Industria, Massimo Zanello, al Territorio, Alessandro Moneta, e alle Risorse Idriche e ai Serivizi di Pubblica Utilità, Maurizio Bernardo, e una quarantina di imprese provenienti dalle province di Milano, Varese, Como, Mantova, Bergamo e Brescia, che nel corso della missione hanno avuto oltre 300 appuntamenti "business to business" con 150 interlocutori locali, e i referenti di istituzioni economiche, consorzi export e associazioni delle piccole e medie imprese.

L'incontro istituzionale al più alto livello è stato quello, a Cape Town, con il presidente del Sud Africa, Thabo Mbeki, il quale, di ritorno dal G8 di Evian, "dopo le informazioni raccolte dai suoi Ministri e dagli altri nostri interlocutori istituzionali - ha spiegato Formigoni - ha voluto conoscere di persona i nostri progetti e le nostre proposte e nello stesso tempo inviare attraverso di noi un messaggio di amicizia all'Italia quale augurio di 'buon lavoro' alla vigilia del semestre di presidenza europea".

Nella sede del Parlamento sudafricano il presidente Formigoni è stato ricevuto dalla signora Naledi Pandor, presidente del Consiglio Nazionale delle Province (la seconda Camera del Parlamento). Formigoni ha parlato di federalismo e decentramento, perché "il percorso compiuto dalle Regioni italiane interessa molto la realtà delle province sudafricane, alle quali sono attribuiti poteri maggiori che in Italia, come il diritto di veto sulle leggi nazionali, e, per quanto ancora inutilizzate, in materia d'imposizione fiscale".
Il tema del federalismo è stato affrontato anche con Jabu Moleketi, del Governo del Gauteng, regione di Johannesburg, che insieme al Western Cape è il cuore economico e sociale del Paese, venendovi prodotto il 40% del PIL nazionale.
Dal leader dell'opposizione, Tony Leon ("che ha dimostrato di conoscere bene la realtà della Lombardia"), Formigoni ha invece ricevuto un'autorevole conferma circa la stabilità economica e politica, grazie ad una Costituzione considerata un "buon modello" e senza critiche alle basi della democrazia sudafricana.

La visita della delegazione lombarda in Sudafrica ha avuto anche risvolti umanitari e di cooperazioni allo sviluppo. In questo contesto va ricondotta l'inaugurazione dello Scalabrini Centre, alla presenza dell'Arcivescovo di Cape Town, monsignor Lawrence Henry, del Superiore degli Scalabriniani per l'Africa e l'Europa, padre Beniamino Rossi. La collaborazione tra la Regione Lombardia e gli Scalabriniani, attiva da diversi anni, si è tradotta nel sostegno dato alla Scalabrinian Development Agency per la realizzazione di questo centro di formazione professionale. Lo Scalabrini Centre opererà, come ha sottolineato il direttore dell'Agency, Giuseppe Lanzi, per organizzare percorsi di formazione professionale, orientamento e tirocinio d'azienda, favorire lo start up e la creazione di nuove imprese, specialmente se formate integrando le diverse etnie (bianca, 'coloured', asiatica e meticcia), una formazione cioè a più livelli, dall'artigianato al web design, rispecchiando le diversità di questo territorio e delle 9 province che compongono il Sud Africa.

Infine a Soweto, il ghetto da cui partì la rivolta contro il regime dell'apartheid, Formigoni e la delegazione, hanno visitato, guidati dal dottor Velaphi, primario di neonatologia, il Bargwanath Hospital, il più grande ospedale del mondo. Unico ospedale pubblico per la popolazione di Soweto (calcolata tra 1,5 e 2 milioni di persone), il Baragwanath, dislocato in 429 edifici, dispone di uno staff di circa 5.000 persone, di cui però solo 600 medici e 2.000 infermieri.
"Dalla Lombardia - è stato l'impegno del presidente Formigoni - potranno arrivare a Soweto attrezzature sanitarie come incubatrici, macchine per la respirazione artificiale, medicinali e altre risorse indirizzate in particolare ai reparti di neonatologia e pediatria, attrezzature che da noi possono magari risultare sorpassate tecnologicamente ma che qui fanno invece la differenza nel numero di vite che si possono salvare, contribuendo a questa lotta straordinaria per la vita, di cui medici e infermieri sono una continua, commovente testimonianza".
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30 Maggio 2003
Missione istituzionale, economica e culturale in Sudafrica

Dal 1° al 4 giugno Formigoni incontrerà le massime autorità locali

Lombardia Notizie 

Dal 1° al 4 giugno il presidente della Regione, Roberto Formigoni, guiderà in Sudafrica una missione istituzionale ed economica. Saranno infatti oltre 40 imprese private, i consorzi export e le associazioni delle piccole medie imprese ad affiancare la delegazione istituzionale in una serie di appuntamenti a Johannesburg, Pretoria e Cape Town.
Le peculiarità del "modello Lombardia" e le opportunità di business con il sistema economico lombardo saranno illustrate in incontri e colloqui ai massimi livelli istituzionale e con seminari indirizzati al sistema economico e commerciale sudafricano. La delegazione istituzionale ed economica sarà però affiancata anche da una delegazione di operatori culturali, in rappresentanza del mondo della cultura lombarda.

Affiancato dagli assessori all'Industria, Massimo Zanello, ai Servizi di Pubblica Utilità, Maurizio Bernardo, e al Territorio, Alessandro Moneta, il presidente Formigoni incontrerà tra gli altri i rappresentanti dei Governi locali, il ministro degli Esteri, il ministro dell'Industria, i vertici del Parlamento e il vescovo di Cape Town. Una parte significativa del programma sarà dedicata all'attività di cooperazione internazionale seguita da alcune ONG italiane, tra cui una visita all'Ospedale Baragwanath di Soweto, dove verrà reso omaggio al Memoriale dei caduti delle rivolte del 1976, un intervento del presidente Formigoni all'Istituto per la Giustizia e la riconciliazione di Cape Town, mentre, sempre a Cape Town, e l'inaugurazione da parte dello stesso Formigoni dello Scalabrini Centre dei Padri Scalabrini, che opera nel campo della formazione professionale delle fasce più deboli ed è stato ristrutturato grazie ad un contributo della Regione Lombardia.

Di particolare rilievo l'incontro che Formigoni avrà il 3 giugno con il ministro del Commercio e dell'Industria sugli sviluppi della collaborazione con la Lombardia a livello economico-commerciale. Una materia, questa, che sarà al centro anche del principale momento di confronto politico-istituzionale che Formigoni avrà con il ministro degli Esteri sudafricano, la signora Clarice Dlamini Zuma.
Parallelamente i membri della delegazione economica terranno incontri business-to-business, parte a Johannesburg e parte a Cape Town. Il 4 giugno il presidente sarà impegnato in una serie di colloqui di carattere politico-istituzionale con il presidente della Commissione Commercio e Industria della Camera dei Deputati, Rob Davies, con la signora Naledi Pandor, presidente del Consiglio Nazionale delle Province (secondo ramo del Parlamento), e con il leader dell'opposizione ufficiale, Tony Leon, del Democratic Party/Democratic Alliance.(Ln)
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DAL CORRIERE DELLA SERA:

Il presidente della Regione ha visitato l’ospedale di Soweto. Sabato l’incontro con Mandela

«Aiuti anti Aids in Sudafrica»

Formigoni: invieremo farmaci e incubatrici. Molti bimbi vengono lasciati morire

DAL NOSTRO INVIATO
CAPE TOWN - Ogni giorno in Sudafrica l'Aids uccide 600 persone. Ed è sempre peggio. Tanto che secondo le stime più prudenti nei prossimi dieci anni ne ucciderà 4 milioni. Ma il governo tende a minimizzare, al punto che non riconosce la correlazione fra Hiv e Aids, come se fossero due problemi distinti. Non ci sono farmaci per tutti e così capita che venga curata una madre, ma non il figlio. Spesso i medicinali vengono forniti direttamente dalle aziende ai propri dipendenti: è l'unico modo per tenerli in vita. La «Anglo American» stima che un quarto della sua forza lavoro sia sieropositiva e così distribuisce gratuitamente farmaci anti-retroviral ai lavoratori che hanno malattie correlate all'Aids. La Lombardia, che è venuta in Sudafrica con una missione politica, istituzionale ed economica, ha accolto l'invito a dare una mano. Lo farà con discrezione perché il governo non riconosce l'emergenza Aids e quindi gli interventi devono essere in un certo senso mascherati: aiuti per combattere la povertà e all'interno di questi un programma sull'Aids.
L'altro giorno Formigoni ha visitato, insieme con gli assessori Bernardo, Zanello e Moneta, l'ospedale Chris Hani Baragwanath a Soweto, il più famoso quartiere nero di Johannesburg, teatro della rivolta contro l'apartheid scoppiata il 16 giugno del 1976 (550 morti in un solo giorno). E' l'ospedale più grande del mondo: circa 4000 posti letto distribuiti in 429 edifici; 600 medici e 2000 infermiere. Qui la Cooperazione italiana è già al lavoro e lo stesso presidente Ciampi era venuto a visitare l'ospedale durante il suo viaggio di Stato in Sudafrica. Formigoni si è soffermato nel reparto di pediatria dove si cerca di contrastare l'Aids, ma dove inesorabilmente muoiono dai 40 ai 50 bambini al mese. Ci sono bimbi prematuri che pesano 500 grammi alla nascita. «Ma le incubatrici non bastano per tutti - spiega Formigoni - e allora vengono utilizzate per quelli che hanno maggiori possibilità di salvarsi. Gli altri vengono messi sul petto della madre, praticamente senza cure. I più forti ce la fanno. E' la lotta della vita per la vita. Una cosa straordinaria e commovente di fronte alla quale non si può rimanere inerti. Studieremo i modi più opportuni per dare una mano, magari inviando incubatrici, apparecchi per la ventilazione forzata, farmaci e così via». Intanto la Regione ha già deliberato un finanziamento di 100 mila euro destinati alla fondazione creata da Nelson Mandela (Formigoni lo incontrerà sabato) che si occupa di bambini malati di Aids.
I progetti di cooperazione hanno un ruolo di primo piano in questa missione della Lombardia in Sudafrica. Lo ha spiegato ieri Formigoni inaugurando a Cape Town lo «Scalabrini Centre» che accoglie rifugiati da tutta l'Africa (soprattutto dal Ruanda, dal Burundi e dal Congo, perché qui le migrazioni sono da Nord verso Sud), e soprattutto insegna ai giovani un mestiere e li aiuta ad avviare una impresa dando la precedenza ai ragazzi di etnie diverse (bianchi, neri e meticci) che si mettono in società per entrare insieme nel mondo degli affari. Spiega Formigoni: «Fare formazione professionale significa dare una mano a questo Paese, aiutare i ragazzi nello start up di impresa significa crearci degli amici e degli alleati che condividono il nostro modello». E il modello è quello delle piccole e medie imprese e dei distretti industriali, un modello al quale il governo sudafricano sembra molto interessato. Il mondo del lavoro infatti ha due facce: da un lato c'è una disoccupazione reale che tocca il 40 per cento; dall'altro la scuola e l'università non «producono» sufficiente forza lavoro specializzata. Ecco allora che i progetti di formazione professionale mirati alla creazione di piccole e medie imprese locali o in join venture con imprenditori italiani trovano qui terreno più che fertile. Formigoni ne ha parlato con vari interlocutori, dal presidente della Commissione commercio e industria della Camera dei deputati, Rob Davies, alla presidente del secondo ramo del Parlamento, la Camera delle Province, signora Naledi Pandor. E dal premier della Regione del Western Cap, Marthinus van Shalkwyk, ha ricevuto indicazioni e richieste concrete: l'Italia è fra i principali importatori di oro dal Sudafrica; invece di limitarsi a comprare la materia prima, potrebbe creare qui scuole per orafi e imprese per la trasformazione, creando così posti di lavoro e usufruendo di numerosi vantaggi fiscali e doganali.
Oggi Formigoni sarà ricevuto dal presidente della Repubblica e capo dell'esecutivo, Thabo Mbeki, il delfino di Mandela. «Un appuntamento fuori programma - dice compiaciuto Formigoni - Ha saputo dai suoi ministri della nostra visita e ha chiesto di incontrarmi».
Claudio Schirinzi

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