Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo

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Cosa è il CD Multimediale  “Frontiere – Borders – Fronteras”

Il cd multimediale "Frontiere Borders Fronteras" – come anche la mostra fotografica - racconta la storia di un viaggio durato molti mesi e non ancora terminato. Un viaggio alle frontiere del pianeta avvenuto tra il 2001 ed il 2002. Non ha velleità artistiche, né ha la pretesa di descrivere in maniera esaustiva i Paesi visitati; vuole solo essere un documento – una sorta di diario di viaggio -  che faccia parlare, faccia riflettere e discutere sulla condizione dell’Uomo, dell’unico Essere Umano che popola questo nostro mondo.

Frontiere Borders Fronteras - Cd Multimediale e Mostra Fotografica di Giuseppe Lanzi

Sono molte le frontiere incontrate in questo viaggio: frontiere politiche, frontiere economiche, frontiere etniche, frontiere culturali. Tutte barriere che rendono sempre più difficile l’approccio all’altro, al diverso. Un diverso dal quale difendersi, del quale avere paura.

Andando alla scoperta di queste linee di demarcazione, si rimane sorpresi e si scopre l’Uomo; sempre uguale nelle sue differenze, sempre Unico nelle sue diversificazioni, sempre Prezioso nelle sue povertà. Nascono quindi le domande gravi, forti, terribili riassumibili in una sola parola: Giustizia!

Il dizionario definisce questo termine come: “virtù morale per la quale si da a ciascuno ciò che gli è  dovuto e si rispetta il diritto altrui” ; questo cd documenta la mancanza di giustizia distributiva tra i diversi popoli che abitano la Terra.

Frontiere Borders Fronteras - Mostra Fotografica e Multimedia CD di Giuseppe Lanzi

E non c’è “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo” che tenga… è solo un pezzo di carta ad uso e consumo di una piccola minoranza di uomini.

Frontiere Borders Fronteras - Multimedia CD e Mostra Fotografica di Giuseppe Lanzi

Questo materiale non da risposte, non vuole e non è in grado di dare risposte; vuole solo mettere in risalto delle questioni che tutti sono tenuti a porsi: i “desplazados” di Cartagena, gli indocumentati di Tijuana, i poveri di tutta la terra ci interrogano e, forse, un giorno ci chiederanno il conto.

Percorrono le nostre strade – le strade del cosiddetto “primo mondo” - ma facciamo di tutto per non vederli; non vogliamo sapere da dove arrivano, da cosa fuggono… inventiamo definizioni come “clandestino”, “illegale” solo per porre una ulteriore frontiera tra loro e noi. Avvicinarci a loro, così diversi dalla nostra “normalità”, ci fa paura; meglio inventare barriere sempre nuove a volte fatte di carta, visti, leggi… ci sentiamo più sicuri. Quanto può durare, però, questa nostra sicurezza?

Il povero, il migrante, il diverso, non è buono per definizione. E non è nemmeno corretto giustificare qualunque comportamento solo per il fatto che si tratta di un povero. Il “buonismo” non funziona. Il rispetto, però, si!

Frontiere Borders Fronteras - Mostra Fotografica e Multimedia CD di Giuseppe Lanzi

Vivere nelle baraccopoli del mondo può insegnare molto, può relativizzare molte delle esigenze che riteniamo indispensabili per sopravvivere; può aiutare a viaggiare con un bagaglio, anche culturale, molto leggero. Per quanto possa sembrare incredibile a  chi è convinto di possedere la “civiltà superiore”, il povero ignorante può insegnarci molto; è sufficiente avere l’umiltà di ascoltarlo.  Riflettendo un attimo, ci scopriamo stranieri in tutto il mondo, a parte quella minuscola parte del pianeta che ci ha visti nascere…

Frontiere Borders Fronteras - Multimedia CD e Mostra Fotografica di Giuseppe Lanzi

Non chiamarmi straniero – canta il cantautore Argentino Alberto Cortéz – non preoccuparti da dove vengo; meglio pensare a dove stiamo andando, a dove ci porta il tempo! Non chiamarmi straniero perché il tuo pane e il tuo fuoco calmano la mia fame e mi protegge il tuo tetto” La stessa celebrissima canzone ci avvisa poi che “la fame non avverte nessuno e cambia spesso di proprietario!”

Questo viaggio nel mondo della mobilità umana vuole aiutarci a vedere nell’altro un essere umano. Diverso e scomodo finche si vuole, ma che non ha bisogno del nostro permesso per esistere; chiede però il nostro rispetto e giustizia per poter sopravvivere.

(dall'introduzione dell'autore)


Oltre ai reportages e le 800 fotografie, il cd multimediale Frontiere Borders Fronteras rivela appena aperto un tesoro nascosto: una voce d’angelo che esegue due famosi spirituals (Nobody knows the trouble I've seen" e "Sometimes I feel like a motherless child") che fanno entrare l’ascoltatore nello spirito ideale per la navigazione virtuale del cd.

Roberta Frameglia esegue la colonna sonora di Frontiere Borders Fronteras

Si tratta del soprano Roberta Frameglia una giovane milanese di adozione che ha fatto del canto la ragione della sua vita e, tra un concerto di musica sacra e un cd di musica leggera, anima le celebrazioni religiose nel Duomo di Milano; spesso è stata chiamata anche per le celebrazioni della Comunità di Taizé, con la quale ha già cantato in due cd.

La “fantasia popolare” vede il soprano come una donna brutta, grassa, antipatica e abbondantemente snob. Se questo fosse vero in generale, non è certo il caso di Roberta; conosciuto il progetto Frontiere lo ha sposato appieno arrivando a prestarsi gratuitamente per l’esecuzione dei brani e per la direzione artistica dello stesso.

Sebbene la registrazione della colonna sonora di Frontiere sia stata fatta in ristrettezza di tempo e semplicità di mezzi, la sua voce incanta e lascia senza parole. Siamo certi che prima o poi qualche casa discografica le metterà gli occhi addosso; l’augurio che le facciamo – e che facciamo a noi semplici usufruitori della sua arte – è quello di riuscire a rimanere quello che è: una bella persona che, con il suo canto, riesce ad allietare la vita di tanta gente semplice; e che la sua carriera sia senza… “frontiere”!

Roberta Framglia esegue la colonna sonora di Frontiere Borders Fronteras

 Chi è Giuseppe Lanzi

Nato a Sassuolo in  provincia di Modena nel 1968, all’età di 16 anni ha lasciato Fiorano Modenese dove viveva con la sua numerosa famiglia (è ottavo di dieci figli) ed ha iniziato a viaggiare in Europa grazie alle varie esperienze professionali.

Da diversi anni si occupa di Cooperazione Internazionale allo Sviluppo ed Organizzazione di Grandi Eventi. Ha collaborato, tra l’altro, con Caritas Italiana, Caritas Albania, Conferenza Episcopale Italiana, Conferenza Episcopale Austriaca, Comunità di Taize e diversi ordini Missionari in progetti in Europa dell’Est, in America Latina e Africa. Tra i grandi eventi, ha partecipato alla organizzazione degli Incontri Europei di Giovani in varie città europee ed è stato responsabile di settore in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù di Roma nel 2000.

La necessità di documentare le situazioni via via incontrate gli ha fatto nascere la passione per il giornalismo e per la fotografia digitale; strumenti utilizzati in tutti i modi possibili per suscitare discussione sui temi della Cooperazione Internazionale, della Globalizzazione dal volto umano, e della Giustizia Distributiva tra i diversi popoli che abitano il pianeta, .

Giornalista e fotografo free lance iscritto all’ UCIP (Union Catholique Internationale de la Presse) ha collaborato/collabora con il giornale radio della Radio Vaticana (Città del Vaticano) il settimanale Vita (Milano) i mensili “l’Emigrato” (Piacenza) e “Migrantes” (Tijuana) ed il bimestrale “Scalabriniani” (Roma)

Attualmente è impegnato come Presidente della Scalabrini Development Agency a Città del Capo (Sud Africa).

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