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Nuovo Progetto Maratane - Agropax

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La presenza scalabriniana in Mozambico nel mese di ottobre 2005 nel campo profughi di Maratane, visino alla città di Nampula.

Il Campo profughi verrà smantellato e cesseranno la presenza e gli interventi delle grande ONG internazionali, che lavoravano in collaborazione con la UNHCR, che abbandonerà il campo.
Ma i rifugiati rimarranno e diventa più urgente, in mancanza di una protezione giuridica nei confronti dei rifugiati si accelerare il processo di formazione alla Pace.
Per questo la ASCS intende intensificare e sviluppare un progetto articolato, chiamato “AGROPAX”: un programma di formazione alla pace attraverso l’agricoltura e lo sviluppo di piccole imprese agricole ed artigianali.

Maratane è un Campo profughi di recente costituzione, situato nel luogo di un antico lebbrosario, dove sono concentrati quasi 5.000 rifugiati provenienti in gran parte dalla Repubblica Democratica del Congo (RDC), da Burundi e dal Ruanda.
I rifugiati hanno dentro la loro storia massacri, guerre, che hanno inquinato la loro esistenza e che rischiano di riesplodere all’interno del campo dove si ritrovano a dover convivere etnie che sono state nemiche. Il campo è situato in un territorio abitato da oltre 6.000 autoctoni, nella stragrande maggioranza della etnia Makhuwa, che spesso sentono la presenza dei rifugiati come « inavasione », con il pericolo dell’insorgere di una specie di « guerra tra i poveri ».

OBIETTIVI SPECIFICI

La presenza scalabriniana ha come scopo di promuovere una vera e propria «educazione alla pace », alla gestione dei conflitti, al dilogo interculturale, alla convivenza pacifica, alla collaborazione ed alla cooperazione: aiutare i rifugiati e gli autoctoni a sentirsi ed a vivere da cittadini di un territorio, protagonisti di una cultura di pace duratura e di uno sviluppo sostenibile.

In particolare:

• La ristrutturazione del “Centro comunitario”, situato all’interno del Campo profughi e punto di riferimento per tutta la popolazione del territorio, sta dando un contributo ad un processo di aggregazione sociale, umana e culturale. Il Centro comunitario, con le sue attrezzature ed i suoi spazi sta diventando il luogo privilegiato per la attività di formazione.

• E’ stato realizzato un pozzo che fornisce acqua potabile per la popolazione del Campo, con un netto miglioramento della situazione igienico sanitaria. Si prevede di dotare il territorio di altri due pozzi di acqua potabile.

• Un programma di prevenzione igienico-sanitaria (in particolare sulle malattie tropicali) e sull’alimentazione ha già dato i suoi frutti. Si intende continuare con altri corsi e, soprattutto con la formazione di agenti locali che diventino moltiplicatori nel territorio.

• La campagna di formazione alla cultura della convivenza e della pace rivolta soprattutto ai ragazzi ed ai giovani, che formano circa il 70 % della popolazione sia tra i rifugiati che tra gli autoctoni. Il progetto potrebbe articolarsi in tre settori:
- la formazione alla cultura della pace all’interno delle due scuole presenti nel campo (la scuola francese e la scuola portoghese);
- la formazione alla convivenza ed alla pace attraverso lo sport;
- la formazione alla pace attraverso un’animazione sociale e culturale del mondo giovanile e delle famiglie.

• Lanciare, dopo i primi riusciti sperimenti di coltivazione agricola e di allevamento, un vero e proprio progetto per aiutare il territorio a combattere la povertà: scuola di formazione agricola, allevamento di polli, capre ed altro bestiame.

• Promuovere la formazione di alcune imprese: un’impresa edile che usufruisca di macchinari specifici di costruzione di blocchi edili di terra stabilizzata; alcune imprese artigianali di lavorazione della pietra.

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