Interventi
in Bolivia
L'intervento
ASCS a La Paz è a sostegno dell’opera dei Padri
Scalabriniani con le loro molteplici attività.
La residenza principale dei missionari si trova nella zona della
Ciudadela Ferroviaria, un quartiere a 4000 metri che si affaccia
sulla città di La Paz. I padri qui si installarono nel
1998 con una attività parrocchiale, una casa di accoglienza
per migranti e rifugiati, un centro ludico e di biblioteca per
bambini e giovani.
Da qui partono poi le loro molteplici attività in altri
5 quartieri (barrios) sperduti tra la montagna dove difficilmente
arriva l’acqua e la corrente elettrica. Ogni punto è
stato pensato con una serie di servizi per la comunità,
formata al 100% di persone migranti e circa il 40% delle persone
ha familiari migranti fuori del paese.
In questo contesto si rileva una grave carenza di servizi di
urbanizzazione, di strutture e infrastrutture che raggiungono
questi punti di agglomerato spontaneo di gente capaci di fornire
un servizio di assistenza primaria, medica, di educazione e
di formazione professionale.
Oltre ai servizi di assistenza e sviluppo nei barrios i padri
scalabriniani sono responsabili a livello nazionale, per parte
dell’UNHCR, dei migranti e rifugiati con un ufficio nel
centro di La Paz e sono responsabili a livello diocesano della
pastorale della mobilità umana (PMH).
1.
Progetto APTHAPI
L’obiettivo
generale del progetto è quello di contribuire a creare
centri di accoglienza li dove non esistono, ancora e di migliorare
e potenziare quei centri con le loro rispettive attività
a favore delle varie comunità, con una particolare attenzione
ai bambini e ai giovani.
Il potenziamento qualitativo e quantitativo dei servizi offerti,
permetterà ad un maggior numero di persone, adulti, bambini
e giovani di ricevere aiuto, sostegno e servizi che portino
ad uno standard di vita dignitoso nel rispetto della dignità
dell’uomo e dei diritti umani.
Contemporaneamente, grazie a questo progetto, sarà facilitato
un inserimento nella società boliviana, attraverso un
percorso educativo integrale assistito nel riconoscimento dei
diritti troppo spesso negati.
In questo modo, coinvolgendo soprattutto le donne in attività
professionali e offrendo ai più giovani una valida alternativa
alla strada, il progetto perseguirà anche l’obiettivo
di contribuire a prevenire quelle forme di violenza, manifeste
o latenti, che proprio nella povertà, nella disoccupazione
e nell’emarginazione trovano un terreno dolorosamente
fertile.
Accogliere,
sostenere, aiutare e promuovere l’educazione “integrale”
dei bambini-giovani, migranti e non, che sono vittime di una
politica socio-economio-culturale che non fornisce loro la possibilità
di un percorso educativo completo e qualitativamente degno di
un essere umano; provvedere un sostegno alimentare e medico
e fornire i parametri conoscitivi e le possibilità concreta
di uno sviluppo nel campo lavorativo.
Tutto ciò permetterà ad un maggior numero di bambini
di raggiungere condizioni di vita dignitose, riducendo la possibilità
di incorrere nei pericoli cui rischiano di essere sottoposti
quotidianamente (violenze, arresti arbitrari, delinquenza minorile,
prostituzione, droga,ecc), e di potersi costruire un progetto
di vita serio e raggiungibile. Allo stesso tempo, grazie a questo
progetto, sarà facilitato un loro inserimento nella società
boliviana, attraverso un percorso assistito promuovendo cosi
lo sviluppo delle varie zone o barrios in cui si opera.
OBIETTIVI SPECIFICI
Il luogo
che vedrà svolgersi le attività del progetto che
si prefiggono di raggiungere gli obiettivi che seguono è
la missione di La Paz, con centro principale nel quartiere Ciudadela
Ferroviaria, ma che prevede attività congiunte in altri
5 barrios : Barrio San Lorenzo e 3 de Mayo, Barrio Alto San
Pedro, Barrio San Alfonso en Pantisirca, Barrio Alto Pura Pura,
Barrio Escuela de 7 Lagunas.
Il progetto
prevede:
1.
SOSTEGNO ALLA CASA DEL MIGRANTE
La casa
del migrante è stata aperta il 28 novembre 2004, con
l’intento specifico di accogliere e dare rifugio a migranti
e rifugiati politici. Può accogliere 30 persone. Il servizio
che offre è quello del sostegno alimentare e legale.
I migranti trovano uno posto sicuro e accogliente, rispetto
per la loro dignità e per i loro diritti, libertà
di esprimere e vivere la loro cultura e le loro tradizioni,
evitando ogni tipo di razzismo o discriminazione per motivi
di razza, religione o nazionalità.
2.
CENTRI POLIFUNZIONALI
Nei 5 barrios
sopra elencati si stanno creando attività per giovani
e bambini, offrendo loro attività ludiche e ricreative,
capaci di valorizzare e far crescere lo spirito di collaborazione
e gruppo.
Si stanno creando piccole strutture capaci di accogliere bambini
e giovani per momenti di incontro, aiuto scolastico e alfabetizzazione,
con attività prettamente inerenti all’educazione.
Si prevedono corsi di computers, e uno spazio per l’assistenza
legale e psicologica. Le finalità principali di questi
centri sono quelle di favorire l’apprendimento, la socializzazione
e l’espressione emotiva dei bambini e adolescenti migranti
o comunque residenti nei barrios, promuovendo anche la salute
psicofisica dei bambini e giovani.
Le ludoteche vogliono essere una valida alternativa per bambini
e ragazzi preservandoli dalla delinquenza in cui facilmente
rischierebbero di cadere e un luogo in cui possono ricevere
un sostegno pedagogico-educativo supplementare a quello scolastico.
Si vuole potenziare il personale a disposizione e il materiale
ludico educativo al fine di garantire un servizio di qualità
nell’intero arco della giornata assicurando ai bambini
e ai giovani un luogo salubre e sicuro per studiare e socializzare
e crescere.
3. ATTIVITA’ PROFESSIONALI
Il progetto
si prefigge di sostenere corsi professionali e di formazione
li dove esistono e avviarne di nuovi di telaio, panetteria e
cucina. Sono corsi professionali indirizzati principalmente
alle donne ma anche a uomini e giovani, finalizzati all’apprendimento
di un lavoro ma anche con lo scopo di creare in un secondo momento
delle diverse realtà produttive a livello di microimprese
autogestite volte a generare o migliorare gli ingressi economici
della piccola comunità del barrio. Possedere una qualifica
professionale é indispensabile per poter accedere al
mercato del lavoro, a qualsiasi livello, ma anche per dare una
possibilità di sussistenza capace di fare breccia nel
mondo della povertà e dell’isolamento in cui questi
piccoli agglomerati urbani spesso si trovano.
Questi corsi potranno diventare anche un momento di incontro
e di scambio, nei quali si riuscirà a trasmettere i valori
della condivisione, del rispetto delle diversità e della
fraternità. L’istruzione finalizzata ad un interesse
comune (l’emancipazione e l’affrancamento da situazioni
di disagio e violenza) può rivelarsi un utile strumento
per evitare di reinserirsi in un circolo vizioso di povertà
e abuso.