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Comunicato
stampa n.5
VOLONTARI AD HAITI
Il racconto del Dott. Ferdinando Biso, un
medico amico dell'opera scalabriniana ad Haiti,
rientrato da pochi giorni da Port-Au-Prince con un gruppo
di volontari specializzati
Il
gruppo di volontari che si è recato dal 23 Febbraio
al 09 marzo 2010 presso il Seminario dei Padri Scalabriniani
di Croix de Bouquets ad Haiti era così composto:
- un medico di base, Ferdinando Biso, di Genova, che
già aveva lavorato ad Haiti nel 2008 e che conosceva
bene sia Suor Marcella sia Padre Giuseppe Durante
- una pediatra , Isa Ruffilli, di Bologna
- una chirurga, Pirchia Schildkraut, di Bologna
- un’infermiera, Silvana Lertora, di Genova
- un’insegnante, Rosaria Gotuzzo, moglie del dott.Ferdinando
- un’insegnante, Gabriella Iorio, di Genova
- un geometra, Raffaele Iorio, di Genova.
Il
gruppo ha soggiornato per tutto il periodo presso le
strutture di Padre Giuseppe Durante e ha prestato servizio
al seguito di Suor Marcella, nel quartiere di Waf Jeremy,
uno dei quartieri più degradati e dimenticati
da tutti i soccorsi di Port au Prince.
La giornata si svolgeva così. Al mattino si caricavano
sul pick up di Suor Marcella circa 8 galloni di acqua
potabile, casse di biscotti, 2 bidoni termos di latte
tiepido, medicinali e attrezzature mediche varie, quindi
tutto il gruppo a cui si aggiungevano alcune suore spagnole,
messicane e colombiane, con alla guida Suor Marcella
si recava, con un viaggio nel traffico e nel caos cittadino
di un’ora e mezza, nei pressi del porto di Waf
Jeremy (Waf vuol dire appunto “porto”).
Arrivati in loco il gruppo si divideva in tre: il dott.
F. Biso, la dott.sa Schildkraut, l’infermiera
Lertora e due suore lavoravano in una tenda montata
dalla Protezione Civile italiana sul piazzale di una
scuola in Fort Dimanche; qui ciascun medico, coadiuvato
dalle infermiere, svolgeva circa 30 visite/interventi
sanitari sia su adulti che su bambini, fornendo le terapie
e i farmaci necessari (non sono mancate, purtroppo,
le cure di soccorso prestate a seguito di ferite provocate
da armi da taglio inferte durante le risse).
L a pediatra Ruffilli, con Suor Marcella e altre 2 suore
lavorava in un’altra tenda, sempre montata dalla
Prot. Civile, in sostituzione dell’ambulatorio
allestito negli scorsi anni da Suor Marcella in Waf
Jeremy, reso inagibile e parzialmente crollato durante
il terremoto; qui attendevano una trentina di mamme
con i loro piccoli con vari problemi, dalla denutrizione,
ai vermi, alle dermatiti. A loro veniva inoltre fornito
del latte in polvere, degli integratori e quanto altro
utile a dare energia alle mamme in allattamento e nutrizione
ai neonati e ai bimbi malnutriti;
Rosaria, Gabriella e Raffaele raggiungevano invece la
tendopoli (circa 30 tende) allestita dalla Prot. Civile
circa 500 metri distante dalla tenda sanitaria; qui
li attendevano circa 200 bambini di tutte le età,
assetati e affamati, svestiti o vestiti di stracci,
a cui loro davano subito una colazione a base di latte
tiepido e biscotti; in seguito, utilizzando palloni,
pennarelli, fogli da colorare, corde per saltare, macchinine
portati dall’Italia (donati dagli alunni delle
insegnanti) facevano giocare e disegnare i bambini;
nel corso della giornata poi davano a più riprese
acqua da bere (in quel quartiere non c’è
acqua potabile, se non quella fornita ogni 2 giorni
da un camion che Suor Marcella fa arrivare a sue spese).
Questa tendopoli, che cresceva di giorno in giorno,
servirà ad ospitare temporaneamente tutte le
famiglie del quartiere che, a fasi successive, verranno
evacuate dalle loro baracche, baracche che verranno
rase al suolo e sostituite da casette del costo di 3500
dollari ciascuna secondo un progetto sempre curato dalla
suora.
Nella
tendopoli è stata montata una tenda-mensa con
una cucina da campo per cucinare un pasto al giorno
a base di riso e fagioli per tutti; sempre grazie a
Suor Marcella a alla prot. Civile sono anche stati montati
in batteria 10 serbatoi di plastica da 1000 litri ciascuno
che verranno riempiti quotidianamente di acqua dal camion
(che costa 150 dollari); è stata anche montata
una tenda molto grande che dovrà funzionare da
scuola e una tenda con funzione sociale.
Naturalmente il lavoro di tutti noi volontari è
stato reso possibile grazie alla collaborazione dataci
da alcuni giovani del quartiere che da anni seguono
e aiutano Suor Marcella, i quali hanno fatto da traduttori
e da intermediari con la gente. Per nominarne alcuni,
James, Bouchon, Luke, Julien.
Verso le 15 (l’orario variava in base alle visite
dei medici) si ritornava al seminario di Padre Giuseppe.
Qui il lavoro continuava in questo modo. Rosaria e Gabriella
in cucina per preparare la cena per tutti gli ospiti
(da un minimo di 30 a un massimo di 80 persone), cene
all’italiana (pizza, spaghetti, melanzane alla
parmigiana, pasta al pesto fatto con il basilico di
padre Giuseppe, maiale arrosto, ecc.) e per insegnare
a cucinare all’italiana alle cuoche dipendenti
locali;gli altri invece preparavano i sacchi con dentro
le razioni settimanali costituite da riso, fagioli,
farina di mais e soia, olio di semi, scatole di tonno
o di carne, latte in polvere, biscotti e quant’altro
veniva dato dall’ONU (circa 400 sacchi) che ogni
sabato venivano distribuiti a 400 famiglie di Waf Jeremy
insieme ad una ghirba di 10 litri di acqua potabile.
Infatti ogni sabato mattina arrivava nel cortile del
seminario un camion da Waf con tutte le persone a cui
la suora aveva dato una apposito cartellino le quali,
in modo dignitoso e ordinato attendevano il loro turno
per ricevere la razione alimentare settimanale e l’acqua.
Terminava così la giornata con un’ultima
chiacchierata serale con tutti gli altri volontari delle
varie ONG ospitati da padre Giuseppe per mettere a confronto
esperienze e problematiche.
E’ stata un’esperienza forte sia
sotto l’aspetto fisico che psicologico, ma veramente
grande e arricchente dal lato umano e ringraziamo i
Padri Scalabriniani e Suor Marcella di averci dato l’opportunità
di viverla tutti insieme e contribuire, anche se è
stata una goccia nell’oceano, a cooperare in aiuto
di una popolazione così messa alla prova da ogni
tipo di evento e così ignorata da tutti.
Comunicato
stampa n.4
Scalabriniani ad Haiti ed il terremoto
di P.Sergio Morotti
Anche la comunita’ scalabriniana di Port-au-Prince
e’ stata sorpresa alle 4.52 della sera del 12 gennaio
2010 dal terremoto che ha sconvolto la capitale haitiana.
La
nostra comunita’ vive a Croix-de Bouquets, un municipio
alla periferia della capitale, ma che ha sentito molto
forte il terremoto. Anche da noi molti edifici sono crollati,
molte persone sono morte e ferite, anche se non come nel
centro di Port-au-Prince y di Petion Ville. Si calcola
che il numero delle vittime del terremoto possa raggiungere
la cifra di 200.000 persone.
La costruzione dove viviamo non ha sofferto piu’
di tanto, perche’ costruita pochi anni fa con criteri
antisismici. Questo ci ha protetti e ci ha risparmiato
morti e feriti. Abbiamo solo avuto danni secondari che
non hanno toccato le strutture dei diversi edifici.
Nella nostra proprieta’ abbiamo un seminario per
circa 40 persone, una Clinica, che sarebbe piu’
preciso chiamare poliambulatorio, due case di Ritiro,
la sede della Conferenza Episcopale Haitiana e nel 2009
abbiamo costruito una Scuola Elementare per 400 bambini.
Subito dopo il terremoto la nostra comunita’ e’
subito stata ricercata specialmente per la Clinica e durante
la notte e tutti i giorni seguenti e’ stata una
processione di feriti che cercavano cure mediche. Purtroppo
i due medici cileni che erano presenti, il giorno dopo
il terremoto sono ritornati con aerei militari al loro
paese, per cui abbiamo affrontato la prima emergenza medica
solo con alcune suore e laiche infermiere.
Sono
stati giorni di lavoro duro, tanto che le due suore responsabili
hanno sofferto dopo una settimana una specie di crollo
spicologico. La loro superiora le ha spostate per 10 giorni
a Santo Domingo, capitale della vicina Repubblica Dominicana,
sostituendole con altre suore. Intanto erano arrivati
dall’estero anche medici e molte altre infermiere.
La prima emergenza fu dunque sanitaria e a distanza di
un mese dal terremoto continua ad essere la piu’
importante. Le medicazioni dei feriti continuano ad essere
necessarie.
In questi giorni stiamo programmando una nuova iniziativa:
trasformare le due Case di Ritiro che sono vicine, in
un Ospedale a lunga degenza per i numerosi mutilati provocati
dal terremoto. In questo siamo aiutati dalle stesse Suore
della Presentazione e da varie organizzazioni internazionali.
Con il passare dei giorni si sono intensificati i bisogni
alimentari.
Grazie a tanti benefattori siamo riusciti ad avere parecchi
rifornimenti di cibo, abbiamo costruito una buona organizzazione
capace di far giungere gli aiuti ai quartieri vicini e
anche lontani, il cui bisogno in queste settimane sta
crescendo.
Un terzo servizio offerto dalla nostra comunita’
e’ stata l’ospitalita’. Una parte del
seminario e le due case di Ritiro sono subito state occupate
da parecchi laici, religiosi, religiose, giornalisti,
ONG, politici, che dal primo giorno ci hanno chiesto ospitalita’
per svolgere le loro attivita’ in favore dei terremotati.
Anche oggi la nostra casa ospita piu’ di 100 persone,
alle quali offriamo vitto e alloggio, perche’ possano
svolgere di giorno la loro attivita’ caritative.
Ricordo in modo speciale un gruppo di 50 persone della
Croce Rossa Colombiana, un gruppo di 15 politici della
regione Lombardia, gruppi di fotografi…
La Conferenza dei Religiosi Haitiana ha costituito un
gruppo di piu’ di 30 tra religiosi e religiose che,
venuti nella maggioranza dall’estero, ogni giorno
vanno a visitare i luoghi piu’ poveri colpiti dal
terremoto. Nella nostra casa trovano vitto e alloggio.
Questo e’ quanto stiamo facendo e penso che continuera’
ancora per varie settimane. La casa rimarra’ sempre
a disposizione dei piu’ bisognosi.
A lunga scadenza stiamo programmando un altro progetto:
la costruzione di un grande centro religioso-educativo
in favore dei quartieri vicini alla nostra comunita’.
Siamo covinti che una buona scuola e una buona educazione
morale possano aiutare questi quartieri poveri a uscire
dalla loro miseria, anche economica. Gia’ nel 2009
la comunita’ ha inaugurato una scuola elementare
di 400 bambini. Gia’ avevamo pensato di continuare
con le Medie e il Liceo. Se avevamo dei dubbi, il terremoto
ce li ha fatti superare e il progetto e’ gia’
avviato. Gia’ abbiamo messo gli occhi su un bel
terreno vicino, libero e amplio, dove potremo costruire
le Medie e il Liceo di Arti e Mestieri, capace di preparare
i giovani ad affrontare la vita. Sara’ una impresa
ardua, ma, con l’aiuto dei buoni, la porteremo a
buon fine.
Approfitto l’occasione per ringraziare quanti ci
sono stati vicini con il loro affetto durante questo mese.
Uniti, saremo capaci di infondere un po’ piu’
di speranza alla nuova generazione di questo popolo che
tanto ha sofferto e sta soffrendo.
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Comunicato
stampa n.3
Pubblichiamo una comunicazione
del Dott. Ferdinando Biso (nella foto),
un medico amico dell'opera scalabriniana ad Haiti, che
il 22 febbraio partirà nuovamente per Port-au-Prince
per prestare la sua opera.
La lettera è indirizzata a P.Beniamino Rossi,
presidente ASCS.
Caro
Padre Beniamino,
avevo in programma di andare da Padre Giuseppe ad Agosto,
cosa che farò, ma gli avvenimenti drammatici
in Haiti mi hanno portato ad anticipare la partenza.
Ho organizzato un gruppo di medici e chirurghi, paramedici
e volontari che da Genova e da Bologna si incontreranno
per attuare il progetto "Aiutiamo Padre Giuseppe
in Haiti".
Partiremo dall'Italia il 22 Febbraio e lavoreremo presso
Padre Giuseppe, dove già sta dando il suo conrtibuto
Suor Marcella (una suora mia cara amica con cui ho lavorato
in Amazzonia).
Proprio Suor Marcella mi ha detto al telefono che ci
dovremo occupare (oltre che di curare e visitare sia
adulti che bambini) anche dell'intervento post-operatorio
dei pazienti amputati; sembra che ce ne siano 23000!
Come tu sai io sono già stato a prestare volontariato
in Haiti nel 2008,
dove ho lavorato negli ambulatori dei quartieri degradati
di Port au Prince
insieme a Suor Marcella e ho potuto veder il lavoro
encomiabile e straordinario che ha realizzato Padre
Giuseppe.
Il nostro gruppo è formato tutto da persone che
hanno già lavorato nel
Terzo Mondo: Brasile (Minas Gerais e Amazzonia), Africa
(Mozambico) e India. (...)
Ti ringrazio sempre per il tuo aiuto sia pratico che
spirituale. (...)
Un abbraccio,
Ferdinando Biso
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News
- Pubblichiamo un comunicato
della Diocesi di Milano sui fatti di Via Padova
Via
Padova, la città in cui speriamo
I fatti avvenuti nei giorni scorsi meritano un'approfondita
riflessione
Quanto
accaduto nei giorni scorsi in via Padova è un
episodio grave e bisognoso di approfondimento. L’aggressione
e la morte di un giovane, il conflitto etnico tra bande
rivali, le reazioni violente che ne sono seguite, denunciano
una situazione da leggere nella sua complessità
con lucidità di giudizio e senza fermarsi al
cono d’ombra dei fatti delittuosi. L’uccisione
si colloca in uno scenario di diffuso disagio sociale
che, complice l’indifferenza di chi avrebbe potuto
intervenire prima ma non lo ha fatto, perdura da tempo
ed è destinato a rimanere tale fintantoché
non si deciderà insieme di voltare pagina e ristabilire
le condizioni per una normale e costruttiva convivenza
civile.
clicca
qui e leggi tutto il comunicato
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Comunicato
stampa n.2
I riflettori sono ancora puntati sul terremoto, anche
se, come sempre capita, qualche lampada si sta spegnendo,
mentre l’emergenza continua e, sotto alcuni aspetti,
sta diventando endemica, come era prevedibile data la
situazione precedente in cui versava Haiti.

La solidarietà, dopo i primi interventi,
generosi e un po’ caotici, si sta organizzando:
anche per la ASCS è il momento di fissare priorità
nell’emergenza e di iniziare a pensare al futuro.
Accanto
alle Missioni scalabriniane in Europa, si stanno mobilitando
privati ed altre realtà collettive, che stanno
guardando alla nostra presenza scalabriniana di Croix-de-Bouquets
come punto di riferimento per l’emergenza e come
destinataria della ricostruzione e del rilancio.
Segnaliamo in particolare:
-
La Regione Lombardia, che sta intervenendo attraverso
la ASCS in particolare per sostenere il “Poliambulatorio
– clinica”: in questi giorni sta realizzando
la spedizione di cibo (12 tonnellate) ed ha predisposto
un sussidio per la ristrutturazione della clinica e
per permettere l’invio di una équipe medica
e di una équipe psicologica.
Ha concesso un finanziamento per l’assunzione
di un Pediatra locale per la clinica stessa.
- Il Gruppo di Montebelluna (parenti ed amici di P.
Durante, che nel corso degli anni hanno realizzato gran
parte delle strutture della “missione scalabriniana”),
che aveva già programmato da tempo una spedizione
all’inizio di gennaio 2010 per interventi edili,
è ora sul posto per realizzare le prime riparazioni
ed interventi di consolidamento in seguito ai danni
del terremoto, valutati intorno a € 20.000,00.
- Il Gruppo di Montebelluna, attraverso la ASCS, ha
provveduto ad inviare due spedizioni di alimentari di
prima necessità (6 tonnellate) per le persone
che sono accampate nelle strutture della missione (tra
l’altro circa 200 seminaristi dei vari seminari
diocesani haitiani lesionati o distrutti dal terremoto).
- In collaborazione con la ASCS, un gruppo di tre medici,
due infermieri e due persone di servizio, diretti dal
Dott. Ferdinando Biso, presteranno il loro servizio
nella clinica scalabriniana dal 22 febbraio al 10 marzo
prossimo.
- Con il coordinamento della ASCS, il Prof Marco Lombardi
dell’università Cattolica di Milano sta
organizzando una équipe psicologica, che interverrà
come appoggio alla clinica per i traumi psicologici
a seguito del terremoto, soprattutto per i bambini.
- La Cooperativa sociale il Melograno di Pisa, in partenariato
con la ASCS, sta approntando un progetto presso la Regione
Toscana per affrontare l’attuale situazione di
emergenza, pensando alla fase transitoria dei prossimi
mesi, per porre le basi per un rilancio delle attività
in campo medico, scolastico, formativo e di sviluppo.
- L’Istituto comprensivo statale “F. Morosini”
di Venezia, valendosi della collaborazione della ASCS,
ha lanciato una campagna di raccolta fondi al fine di
intervenire in favore della missione scalabriniana per
il rilancio della scuola. A questo scopo sta organizzando
cinque eventi ogni venerdì, a partire dal 26
febbraio fino al 26 marzo: 26 febbraio nella chiesa
di San Rocco (Amurianum), 5 marzo alla Scuola grande
di San Rocco (Joy Singers), 12 marzo al Teatro dei Frari
(Dimarte), 19 marzo al Palazzo Mocenigo (Ensemble Ottaviano
Petrucci e Coro Lotti), 26 marzo alla Scuola grande
San Giovanni Evangelista (concerto degli alunni Istituto
Morosini).
- La Onlus “Childrenfirst” intende collaborare
su un progetto della ASCS riguardante al missione scalabriniana
ad Haiti, per quanto riguarda interventi sui bambini.
Invitiamo
coloro che intendo collaborare con la ASCS a segnalarci
iniziative, a proporre i loro desideri e progetti che
avrebbero intenzione di promuovere e finanziare, in modo
da poter, insieme, elaborare e coordinare progetti concreti
con la partecipazione di tutti per la fase transitoria,
immediatamente dopo l’emergenza, fase che inizierà
fra qualche mese. A questo scopo la Direttrice della ASCS,
Alessandra Santopadre, si reca il 13 febbraio prossimo
ad Haiti per poter analizzare la situazione e valutare,
insieme ai missionari ed agli operatori locali, quali
sono gli interventi necessari per la fase transitoria
e iniziare a prevedere e programmare la fase del rilancio
dei progetti sia nel campo sanitario che nel campo scolastico
e della formazione, come altre inizative di sviluppo sostenibile. |
Comunicato
stampa
SOLIDARIETA’ HAITI
Mentre
si sta pensando ai soccorsi e all’emergenza, incominciamo
a progettare la ricostruzione |
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L’immane
tragedia del terremoto ad Haiti e nella capitale Port-au-Prince
in particolare, sta commuovendo il mondo e sta suscitando
solidarietà, che speriamo si traducano in impegno
fattivo verso questo Paese, che risulta uno dei più
poveri del mondo, in vista della ricostruzione materiale,
ma anche della ricostruzione asociale, culturale ed umana.
La
“missione scalabriniana” è situata
a Croix-de-Buoquets, popoloso quartiere della capitale
haitiana, Port-au-Prince.
Nel corso degli anni, grazie all’azione dei missionari
ed al contributo di delle donazioni e del lavoro di volontari
italiani (provenienti in particolare da Montebelluna)
sono sorti molteplici edifici al servizio dei bisogni
della popolazione locale:
- scuola primaria, che si è andata sviluppando
ed ingrandendo e che, prima del terremoto, ospitava 450
bambini e ragazzi (la nuova sede era stata inaugurata
nel mese di aprile 2009);
- un poliambulatorio (clinica), frutto delle donazioni
dell’ospedale di Memphis, attrezzato con macchinari
per interventi vari, frequentato ogni giorno da oltre
300 persone del quartiere (donne e bambini in particolare);
- strutture per incontri di formazione dei laici e dei
giovani in particolare;
- azienda agricola (piantagione di banane, di mango e
verdure) stalla e porcilaia;
- la struttura di incontri della Conferenza episcopale
haitiana.
Le
opere realizzate rivestivano una tipologia esemplare e
concreta di “aiuto allo sviluppo”, che tendeva
ad incidere sui bisogni primari della popolazione (sanità,
istruzione, alimentazione e lavoro), ma che era anche
attenta alla trasformazione culturale e strutturale della
società haitiana (scuola primaria, formazione dei
giovani e dei laici).
Il
terremoto ha seminato morte e distruzioni ovunque nella
capitale Port-au-Prince, diventata un “cimitero
a cielo aperto”.
Le notizie che abbiamo circa la “missione scalabriniana”
risultano frammentarie: sappiamo che i sacerdoti ed i
seminaristi scalabriniani e gli altri che abitano nelle
strutture stanno tutti bene, mentre le strutture hanno
subito alcuni danni, fortunatamente non così gravi
da renderle inutilizzabili.
Dopo questa immane tragedia il rilancio della “missione
scalabriniana” risulta ancora più urgente
ed insostituibile, soprattutto nella prospettiva di una
ricostruzione materiale del Paese ed in vista di un rilancio
della convivenza civile in un quartiere popoloso, disastrato
e privo di ogni servizio.
Pensando
al domani ed alla ricostruzione, la ASCS, in accordo con
la “missione scalabriniana” di Croix-de-Bouquets
(Port-au-Prince) e puntando sulle strutture già
esistenti, intende agire su quattro direttive:
- riparazione delle strutture già esistenti con
interventi di consolidamento ed aggiornamento;
- azione sanitaria con il potenziamento del poliambulatorio
(clinica): stock di medicinali, potenziamento del personale
sanitario (anche attraverso il sostegno finanziario di
invio di volontari);
- scuola a tempo pieno, realizzando il servizio di mensa
scolastica per i bambini della scuola ed un’ampia
azione di recupero scolastico per i ragazzi che non hanno
mai usufruito del servizio scolastico;
- formazione di leader per le comunità di base,
al fine di promuovere il senso di appartenenza e di protagonismo
sociale.
Per
realizzare questi obiettivi, le strutture e lo spazio
della “missione scalabriniana” sono, quindi,
a disposizione di organizzazioni pubbliche e private che
intendono intervenire e prestare il loro aiuto concreto.
In questo senso, la ASCS intende svolgere un’azione
di contatti e di coordinamento. |
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News
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Sat2000 racconta le
Missioni Scalabriniane sostenute dall'ASCS
Il 26 maggio, Deborah
Zen, volontaria internazionale ASCS a Cucuta, è
stata ospite della trasmissione "Detto tra
Noi - Intorno al Mondo".
Questo
è stato il quarto appuntamento che Sat2000 ha
dedicato alle realtà ASCS nel mondo. 15 minuti
di collegamento telefonico con la missione scalabriniana
di Cucuta, Colombia.
Sat2000
è visibile in chiaro sul canale 801 di Sky, sul
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